lunedì 7 marzo 2011

GIORNALISMO D'ASSALTO

Mi trovo in una cittadina di provincia per la presentazione del mio romanzo. L'organizzatrice dell'incontro, una donna preparatissima e di grande simpatia, mi fa notare due giovani uomini seduti verso il fondo della sala. - Quelli sono giornalisti dei due quotidiani locali -, mi informa. La cosa mi meraviglia. In primo luogo mi sorprende che una città di dimensioni ridotte possa vantare ben due quotidiani, poi che entrambi abbiano deciso di inviare un loro collaboratore a un appuntamento di letteratura. Succede piuttosto raramente.

Appena la presentazione ha inizio, i due si alzano e in maniera discreta cominciano a scattare fotografie a me e alla presentatrice. Tornano a sedersi per un paio di minuti poi, uno dopo l'altro, se ne vanno. Li ho delusi così tanto? mi chiedo.

Al termine della serata, mentre usciamo dalla sala, l'organizzatrice dichiara di essere molto contenta della presenza dei giornalisti, prova tangibile che la mattina seguente entrambi i giornali pubblicheranno un pezzo su di me.

- Ma come? Non hanno ascoltato nulla dell'incontro, non mi hanno fatto nessuna domanda, in pratica si sono dileguati quando ancora stavamo salutando il pubblico... -

- Oh, ma l'incontro non lo seguono mai. Vengono solo per le foto -

- E come fanno a scrivere un articolo? -

- Copiano quello che trovano sul comunicato stampa -

Ah, ecco.

3 commenti:

  1. Non proprio per giustificarli, ma bisogna tenere presente cosa vuol dire fare il giornalista oggi. Magari i due nella giornata avevano già fatto tre pezzi (lavorando dalla mattina) si erano pagati le spese per la realizzazione dei servizi (telefonate, viaggi) e il tutto per la bella cifra di 5 euro a pezzo, se va bene. E fanno pure le foto. Insomma questo è spesso il modo in cui lavorano i giornalisti, soprattutto delle testate locali, in Italia. Lasciamo stare le grandi firme e quelli garantiti da un contratto a tempo indeterminato. Tutto molto meno romantico di quanto molti credono. E con stipendio da fame. Allora copiare i comunicati stampa alle volte aiuta.Se poi vogliamo parlare di etica e responsabilità apriamo un'altra discussione. Paolo

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  2. io direi che talvolta si potrebbe supplire alla tragica realtà con un pochino di creatività, al di là delle misere condizioni eccetera. è meglio scrivere una serie di buoni pezzi, sia pure a cinque euro, invece che scrivere ciofeche a cinque euro. sennò uno può pure fare un qualunque altro lavoro, tipo distribuire volantini, ché almeno stai lì all'angolo della strada e pensi ai casi tuoi.

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  3. sondrio?
    mi dispiace di non esserci stato!tita

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