sabato 7 gennaio 2012

IL GALATEO DI MICHELA

Ancora il punto di vista di una scrittrice (si vede che è la settimana), stavolta è Michela Murgia che nel suo blog si esprime molto schiettamente contro gli scrittori che pubblicano a pagamento. Inventa anche una definizione per la pubblicazione autofinanziata, quella di "abusivismo editoriale". Il pezzo è in forma di dialogo immaginario ed è ampiamente condivisibile.
Lo trovate qui.



8 commenti:

  1. Mah, mi sembra che quello della murgia sia un po' come sparare sulla croce rossa: a lei è andata bene e trovo non così elegante aggredire una debolezza diffusa che non dà fastidio a nessuno. Mi pare un po' come dare dello sfigato a uno che non fa sesso e si compra i giornali porno: povero, sta solo cercando di farsi forza, no? Tra l'altro, a chiunque è evidente la differenza fra un libro Mondadori e un libro autopubblicato e di certo il primo non metterà in ombra il secondo.

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  2. sorry, ovviamente intendevo il secondo vs il primo

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  3. Facile smontare i sogni, difficile dare le dritte per realizzarli. Dagli scrittori, accortissimi nel tracciare con una vena di perfido cinismo il profilo dello scribacchino che vuole emularli perché trova un sedicente editore che gli stampa a pagamento la qualunque, mi aspetterei anche due consigli due per coloro che nella scrittura ci credono, hanno le carte in regola, però non sanno come muoversi. Chessò: caro aspirante scrittore, non pubblicare a pagamento. Prendi il manoscritto e spendi i soldi delle stampe per sottoporlo a lettura, ed eventuali migliorie, da parte di un consulente letterario (diverso dal ghostwriter). Magari hai idee geniali ma scrivi coi piedi e l'aiuto di un tecnico si rende indispensabile. Fatto questo, non inviarlo alle case editrici, perché magari hanno tra le mani il novello Fellowes e non lo sapranno mai (il 60% dei manoscritti non viene letto). Contatta un agente letterario e proponiglielo in lettura. Se non piace a lui, ovvero a lettori selezionati suoi collaboratori che ne valuteranno la qualità... datti all'ippica. Ma solo allora.

    Qual è la difficoltà?

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  4. P.S. Anche Feltrinelli pubblica a pagamento. Dettaglio che, forse, è sfuggito alla signora Murgia.

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  5. Rettifico: Feltrinelli non pubblica a pagamento. Kataweb, in collaborazione con La Repubblica, il Gruppo Espresso e Feltrinelli, permette di autopubblicare un libro e distribuirlo nelle librerie Feltrinelli a queste condizioni:
    http://ilmiolibro.kataweb.it/faqsito.asp?idfaq=13

    P.S. C'è un modo per accedere al blog e postare come utente autenticato senza inserire il numero di cellulare in fase di registrazione? Sono al terzo tentativo ma non ricevo l'sms con il codice di conferma.

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  6. Ilmiolibro.it e tutti gli altri siti che permettono di stampare libri non fanno nulla di male. Anzi, sono onesti servizi di stampa.
    La Murgia invece si oppone a chi stampa per quegli editori truffatori che, basandosi sulla vanità e l'ingenuità di certi aspiranti scrittori, si fa convincere a sborsare migliaia di euro. Questo "abusivismo editoriale" va combattuto, in questo sono d'accordissimo con lei.
    Su questo blog ho fornito decine di volte consigli agli aspiranti scrittori, direi che son quasi monotono sul tema. Qui però la questione sollevata dalla Murgia era un'altra.

    PS Non so se serva il cell per l'autentificazione. Se hai una casella mail di Gmail è automatica.

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  7. Le parole della Murgia sono dure e forse a volte irritanti per il tono e la crudezza dei concetti espressi. Credo che ci sia una giungla di finti editori che sfruttano l'ingenuità e la voglia di affermarsi di molte persone per guadagnare facile con i sogni altrui. IlmioLibro e siti simili propongono un altro tipo di servizio assolutamente lecito...un fenomeno sempre più diffuso e che non bisognerebbe prendere alla leggera. Un abbraccio.

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  8. Veramente Matteo, leggi bene: le critiche, derisioni e affini sono riservate allo scrittore. Ci sono diversi sberleffi a quest'ultimo (vanitoso, scrive da cani, etc.), e NESSUNO agli editori truffaldini. Ma neanche uno. Evidentemente quelli fanno bene ad approfittarsene.
    D'accordo, chi ci casca e' un poveraccio, ma i problema secondo me e' dalla parte di chi succhia soldi.
    Tra la maga che fa i filtri a 1000 euro e il suo cliente, mi incazzo di piu' con la maga.
    Detto questo, l'articolo lo trovo davvero ben scritto e divertente nella sua spietatezza. In fondo, chi e' stupido se lo merita! :-)

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