martedì 13 gennaio 2015

“COME LEGGONO GLI SCRITTORI” (21) - GABRIELE DADATI



L’ultimo romanzo di Gabriele Dadati è “Per rivedere te” (Barney).

1 - Tutti soffrono del “blocco dello scrittore” prima o poi, ma ti è mai capitato il “blocco del lettore”? Se accade come ti comporti? Ti “abbassi” leggere qualcosa di più “leggero” o non leggi affatto?
Io ho dentro, come tutti quelli che praticano un po' il mestiere dei libri, due lettori gemelli ma spesso contrapposti: il lettore passionale e il lettore professionale. Il lettore passionale è quello che sceglie di leggere per piacere, per interesse, per crescita di sé ecc. ccc.; il lettore professionale invece è quello che legge i dattiloscritti per vedere se proporli per la pubblicazione, certi libri per presentarli, altri per recensirli, altri ancora per aggiornarsi. Ecco, a me il blocco del lettore non viene mai, ma il bisticcio tra questi due lettori è costante. Quello passionale dice all'altro: “Ma che noia, ancora un dattiloscritto! Non vuoi leggere l'ultimo Philip Roth? L'hai letto Modiano, che gli han dato pure il Nobel?”; quello professionale dice al suo omologo passionale: “Va bene Roth, va bene Modiano, va bene tutto quello che vuoi: ma come le paghiamo le bollette? Va' che leggere fa parte del tuo lavoro! Lavora, pelandrone!” - Ecco, io devo mediare tra questi due.

2 - Che genere leggi di più (narrativa, saggistica, poesia)? Di solito leggi libri del genere che tu stesso scrivi? In cosa è differente la tua esperienza di lettura quando leggi qualcosa al di fuori del genere che scrivi?
Al primo posto sta di sicuro la narrativa. Un tempo – tra la fine del liceo e l'università – leggevo più poesia (peraltro male, perché ero vorace, incapace di fermarmi a meditarla e, perché no, a memorizzarla). Poi mi sono occupato di storia dell'arte e per qualche anno ho letto una gran quantità di cataloghi e di pubblicazioni anche minutissime di storia locale, piacentina e non. Mo' la narrativa ha ripreso il timone e sta alla guida della mia barca di lettore. Che narrativa leggo? Soprattutto non di genere (come si dice? Intimista? Mainstream? Esistenziale? Boh, narrativa normale, ecco), se leggo per diletto, ma poi insomma un po' di tutto. (Ah, qui sto parlando come lettore passionale. Quello professionale ingoia tutto quello che gli serve).

3 - Dove leggi di solito? A letto? In treno?
Ho sempre letto moltissimo la sera, da steso, anche perché ero dotato di una formidabile resistenza al sonno. Da un paio di anni invece  mi stanco molto più facilmente e leggere la sera è diventato difficile. Cerco di farlo, ma leggo molto anche sul treno: ci passo un paio d'ore quasi tutti i giorni, e sono ore di lettura.

4 - Leggi mai per “piacere proibito”?
Il mio piacere proibito è concedermi di essere pigro, abbracciare un far niente che sia dedicato a me stesso. Buttandomi sotto un getto di acqua calda e rimanendoci cinque minuti, andato a fare una passeggiata senza scopo, attardandomi a tavola pensando a niente dopo aver finito di mangiare. Ecco, queste forme di pigrizia (o di resistenza alla frenesia del fare) sono il mio piacere proibito. Entro cui ricade talvolta anche la lettura.

5 - Leggi narrativa per ragazzi (Young Adult)? Leggi narrativa di genere?
Il lettore professionale dentro di me lo fa. Quello passionale non legge praticamente mai narrativa young adult e raramente narrativa di genere.

6 - Tendi a leggere libri più brevi o lunghi?
Di tutto un po'. Però se il libro è un romanzone che mi piace, quanto è bello vedere che le pagine da leggere sono ancora un certo numero, che ci si potrà attardare con quei personaggi, dentro quella storia, in compagnia di quello stile.

7 - Quando finisci un libro quanto aspetti prima di cominciarne un altro?
Ma no, tendo a leggere a ciclo continuo, non capitano mai momenti di pausa direi.

8 - Leggi più libri contemporaneamente?
Certo! Anche perché magari uno o due li leggo dalla prima all'ultima pagina, di altri leggo singoli capitoli che mi interessano, altri ancora li consulto... Insomma, grande confusione.

9 - Leggi con una matita in mano (cioè, prendi appunti a margine delle pagine o da qualche parte)? È importante se lo stai leggendo per recensirlo?
Intanto, non essendo un feticista dell'oggetto-libro (a meno che non sia un libro di pregio, un libro antico, un libro altrui), non uso la matita ma la penna. Perché non si cancella, perché scrive meglio, perché resta. E mi perdonerete. Poi: la uso, a dire il vero, molto poco, e solo se sono libri che ho deciso di studiare. Non per forza saggi o manuali, posso decidere di “studiare” anche romanzi o libri di poesia, ma insomma: devo averlo deciso prima. E allora l'inchiostro piove abbondante. Per sottolineare, per prendere appunti, per fare frecce. E già che ci sono, per diletto, correggo pure i refusi, se ne vedo.

10 - Se scrivi recensioni/sei un critico leggi il volume più volte prima di sottoporre la recensione? Cominci a scriverla prima di aver finito il libro?
Se devo occuparmi di un libro – più che recensendolo, cosa che non faccio praticamente mai, magari presentandolo o parlandone comunque in pubblico – lo leggo una prima volta integralmente, poi ne rileggo singoli passaggi che mi servono per verificare un mio qualche schema interpretativo.

11 - Come decidi cosa leggere dopo? Tieni conto del fattore diversità quando scegli che libro leggere? (es. cerchi di non leggere solo libri scritti da maschi bianchi?)
Dunque, c'è il lettore professionale che sa sempre cosa deve leggere, cosa gli serve conoscere. Quale dattiloscritto, quale libro, quale sito web, quale supplemento letterario o terza pagina. Di conseguenza, al lettore passionale resta la parte migliore: sceglie d'impulso, per gusto, per godimento personale.  E non si vergogna di niente. Sotto l'ombrellone vuole Stephen King? Si piglia e si divora Stephen King. Vuole leggere un commento al Pentateuco? Si spara il commento al Pentateuco. Eccetera eccetera. Un luna-park, ecco.

12 - Quanto è importante per te leggere i libri che sembra che tutti stiano leggendo (il primo in classifica, il vincitore dell’ultimo premio, ecc.)? Leggi libri recenti o più spesso libri vecchi?
Mmm, non è importante in genere leggere i libri in classifica, ma i libri che sono finiti in classifica per qualche motivo che mi interessa: cioé per ragioni di tema, di marketing, di vicenda biografica dell'autore e così via. Se a un libro mi pare stia capitando una vita commerciale in qualche modo speciale, questo mi spinge alla lettura o almeno alla consultazione. Va da sé che è il lettore professionale ad agire, quello che vorrebbe monitorare i meccanismi per cui certa roba vende e certa altra no (e cosa succede dentro le case editrici, soprattutto indipendenti, quando si trovano alle prese con un "caso". Il che non è per forza un bene, se non lo si sa gestire). Per il resto, leggo un po' di tutto.

13 - Cosa stai leggendo in questo momento? Qual è il tuo libro preferito fra quelli che hai letto ultimamente?
Il lettore professionale s'è appena comparto e letto "Love Story" di Erich Segal, uno straordinario caso editoriale  e cinematografico (Segal, mentre sceneggiava, produceva anche il romanzo: il tutto ha avuto un successo sincrono, poi). Ok, sono passati quarant'anni, ma sembrava interessante dargli un'occhiata. E il lettore passionale confessa di essersi... appassionato!

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