sabato 4 agosto 2012

LA STORIA E' TUTTA MIA


Scrivere comporta una dedizione che pochi sono realmente disposti a concedere. Innumerevoli volte mi è capitato di sentire gente annunciare di essere al lavoro su un libro.  A volte si è trattato anche di persone con una certa professionalità (giornalisti, blogger) e di una notevole fama (cantanti, attori, in questo caso quasi sempre con anticipi di migliaia di euro già versati sul loro conto corrente da parte di grandi case editrici). Dichiaravano l'entusiasmo dell'inizio, la gioia di comporre le prime pagine, di mettere su carta i propri pensieri e/o i propri ricordi. Bastavano poche settimane perché tutta questa esaltazione evaporasse. I più abbandonavano dopo qualche capitolo. L'attore e il cantante mollavano tutto nelle mani di un ghost-writer, per salvare il contratto e l'anticipo già incassato ("Però la storia è tutta mia" si affrettavano a specificare, come se questo cambiasse qualcosa). 
Un'altra ingenuità legata alla scrittura riguarda appunto il valore dell’idea. L'idea per un libro, l'idea per un racconto. Non so quante volte mi è capitato di ascoltare frasi del tipo "Ho un'idea fantastica per un romanzo, solo che non ho il tempo per scriverlo", quasi a lasciare intendere che la sola differenza fra noi consistesse in una vita meno impegnata (la mia, dal momento che avevo anche il tempo per scrivere).



9 commenti:

Anonimo ha detto...

perchè hai postato queste....riflessioni?

Matteo B. Bianchi ha detto...

Che domanda sarebbe?

Anonimo ha detto...

sembra più una questione "intra vos". credo che chi legge, legge. e basta. penso che tu la poni in termini di onestà intellettuale ma ai fini dello scritto cosa cambia?

Gay a microonde ha detto...

Ho visto alcune volte anche nei blogger gente che si proclama scrittore/scrittrice e poi fa migliaia di errori di grossolana ortografia che mi hanno fatto parecchio pensare...

Anonimo ha detto...

penso che chi fa grossolani errori o comunque scrive male, non va molto lontano. il tempo rende giustizia!

Pendolante ha detto...

Non te ne rendi conto fin'ché non ci provi. A volte sei un vulcano di creatività, altre volte avresti da dire ma non sai ancora come, altre ancora non hai proprio idee. E questo per tenere in piedi un blog. Probabilmente chi ha la presunzione di scrivere un libro solo perché famoso in qualche altro campo, che non sia la scrittura, commette peccato di presunzione. Purtroppo, poi, viene ugualmente letto.

silvia ha detto...

Non so perchè ma mi viene in mente il verso di Leopardi: nascere è fatica, ed è a rischio di morte il nascimento
Anche scrivere è fatica, ed è a rischio di cestinaggio la scrittura.

Io penso che tutti abbiano il diritto di scrivere, l'importante è non allargarsi a pensare che a ciò corrisponda il diritto di essere letti ;))

silvia ha detto...

Lo sai che hai un capcha particolarmente molesto?

Anonimo ha detto...

La mia dedizione alla scrittura si frantuma sempre davanti a una domanda che non riesco a non farmi: perché usare il poco tempo che ho per scrivere, quando potrei leggere?
Scrivere non mi ha mai dato la soddisfazione che mi dà leggere.
Ma forse è questione di pigrizia.
ciao
t