venerdì 1 giugno 2018

BADATE ALLA BADANTE

Se in Italia avessimo avuto un gruppo come i Fangoria avrebbe avuto una carriera brevissima. Nacho Canut, un musicista capace di produrre un pop elettronico esuberante al confine con la dance e Alaska, una cantante dall’aspetto eccessivo, con un look da battona, un trucco sempre acceso e un abbigliamento che travalica consapevolmente nel travestitismo. Testi arguti mischiati a musica da ballo e visual che fanno del camp il solo stile di riferimento. La serietà di Canut si scontra con l’esuberanza di Alaska, ex attrice almodovariana (aveva esordito appena diciassettenne in versione punk nell’inarrivabile “Pepi, Lucy, Bom y otras chicas del monton”) e protagonista in anni recenti di un reality show sull’MTV spagnola insieme al marito Mario.



I Fangoria potrebbero essere descritti come un incrocio ideale fra il Rocky Horror Picture Showe i Pet Shop Boys. Ripeto, da noi un disastro annunciato.
In Spagna invece e per fortuna sono da anni un duo di grandioso successo. Ma, sino a ora, inesportabile.



Esce in questi giorni “L’amore è un algoritmo borghese”, il primo album de La Badante. Si tratta di un misterioso progetto dietro il quale si nasconde un cantante (o una band) che ha scelto di proporre otto brani dal repertorio di Fangoria tradotti in italiano. Il nome ironico del progetto porta a pensare che non sui tratti di un gruppo di ragazzini, ma maturi professionisti lanciati nell’impresa eroica di portare un’eco di quell’universo camp iberico anche da noi. E basterebbe il titolo dell’album per capire che non ci troviamo in territori concettuali da Alessandra Amoroso o Giorgia. 
La scelta dell’anonimato è confermata dai tre videoclip dai primi singoli tratti dal disco. 
Il primo “Parole d’amore” (adattamento italiano del grande singolo “Retorciendo palabras”) vede nientemeno che lo scrittore Aldo Busi in veste di “ragazzo” immagine che presta il proprio volto all’operazione musicale (esibendosi in un perfetto lipsync, gli va riconosciuto).



Il secondo clip, “Praticamente incosciente” (dal singolo spagnolo “Eternamente innocente”), è un’opera del videoartista Genny Ferlopez, che ha condensato in tre frenetici minuti “Grey Gardens”, lo storico documentario HBO sulla zia e la cugina pazze di Jackie Kennedy, un cult assoluto in ambito camp. 



L’ultimo in ordine di uscita è “Geometria polisentimentale” (dall’omonimo singolo spagnolo), accompagnato da immagini omoerotiche tratte da video ginnici americani degli ‘40/’50, i cosiddetti “Beefcake”, perfetto esempio di sublimazione artistica, riviste e filmati rivolti a un pubblico omosessuale che mostravano culturisti in slip che si esibivano in scene di lotta: quanto di più vicino possibile a un amplesso fra uomini senza cadere nell’illegalità.



La Bandante dunque si diletta ad aggiungere una ridda di riferimenti culturali ed estetici a una base già di per sé ridondante di significati e provocazioni.

Se dovessi ipotizzare le reazioni del pubblico italiano di fronte a un simile progetto direi che si dividerà in due: quelli che ameranno La Badante e quelli che, semplicemente, non la capiranno. 

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