martedì 11 novembre 2014

BRINDIAMO ALLE TRACCE

Dopo un periodo di pausa e di ridefinizione, torna in libreria la collana “Tracce” che curo per l’editore Indiana, con una nuova veste editoriale e una nuova impostazione. I volumi saranno romanzi brevi e inediti di autori italiani, sempre dedicati al tema della musica. I primi due titoli della rinata collana ne sono un perfetto biglietto da visita e sono firmati da Fabio Viola e Tito Faraci. 



“Diva futura” è la storia di un’aspirante popstar giapponese che, dopo infruttuosi tentativi di fare successo nel proprio paese, si trasferisce in Italia col fidanzato per perseguire la carriera di cantante. Tra video virali su YouTube (con commenti tremendi e osceni) e tentativi di partecipare ai talent televisivi, passando per imbarazzanti esibizioni in localini erotici di provincia, il romanzo è allo stesso tempo un’acuta analisi del mondo musicale contemporaneo e una feroce satira. Fabio Viola, che vive tra l’Italia e Osaka, ben conosce le due realtà che fotografa in questo libro e da grande appassionato di j-pop crea un personaggio che è un inconsapevole mix di innocenza e perversione, come solo certe star musicali giapponesi sanno essere. 



“Nato sette volte” è un divertente (e forse unico?) caso di auto-fiction musicale. Tito Faraci, prima di diventare il più famoso sceneggiatore di fumetti italiano, è stato, per un breve periodo, nei pieni anni ’80, tastierista di un gruppo dark chiamato Litania. In questo romanzo si immagina di richiamare oggi i vecchi componenti e riformare la band. Ma se certe reunion sono motivate per i gruppi di culto dell’epoca, che senso potrebbe avere per una band che aveva inciso appena un demo su cassetta e fatto giusto qualche concerto in locali semivuoti? Tito Faraci gioca fra realtà e finzione, cercando di mettere in scena il sogno di molti: quello di tornare a vivere gli entusiasmi della tarda adolescenza (gli amori, le speranze, le sfrenate ambizioni), anche solo per una notte.

La nuova veste grafica dei volumi richiama quella dei lettori mp3 e le illustrazioni di copertina si rifanno a quelle delle copertine degli album.  
I romanzi saranno nelle librerie a partire dal 19 novembre al prezzo super-pop di 9.50 euro. 
In occasione di Bookcity, e per festeggiare l’evento, sabato 15 alle 18.30 presso lo spazio Open in viale Montenero 6 a Milano, ci sarà un aperitivo alla presenza degli autori. Si beve, si chiacchiera, si ascolta musica. 

Venite a brindare?


lunedì 10 novembre 2014

TU CHER DAGLI STATES...

La favola natalizia “Tu Cher dalle stelle” è stata tradotta in inglese (da Wendell Ricketts) ed esce questa settimana negli Stati Uniti col titolo “Cher upon a midnight clear...”, pubblicata dalla casa editrice super-indipendente Fourcats Press. Da anni alcuni lettori mi chiedevano se fosse disponibile una traduzione e finalmente c’è! Il volume è ordinabile presso le principali librerie on line americane, tipo Amazon o Barnes and Nobles, ma anche presso l’Amazon italiana. Se avete amici stranieri a cui fare un regalo natalizio, c’è Cher che li aspetta. 




mercoledì 22 ottobre 2014

FRANCESCA IN LIBRERIA

Ogni tanto capita di poter seguire progetti che, oltre al valore culturale, rivestono anche un profondo valore sentimentale. Per me è certamente il caso di due romanzi che escono in contemporanea questa settimana. Si tratta della ristampa di “Una come me”, il primo, bellissimo romanzo autobiografico di Francesca Ramos, e della pubblicazione del suo secondo romanzo, l’inedito “Diciotto ossa rotte”. Come qualche lettore di questo blog ricorderà, Francesca era una mia cara mia amica, deceduta prematuramente nel 2012 a soli 52 anni a causa di una rara malattia genetica. Al momento della sua scomparsa stava lavorando alla stesura definitiva del secondo libro. Ho avuto il permesso dalla famiglia di Francesca di seguire per Baldini & Castoldi la pubblicazione dell’opera, cercando di operare secondo le indicazioni che Francesca aveva lasciato (il romanzo era terminato, ma stava lavorando ad alcune correzioni). Sarebbe stato un delitto lasciare quest’opera nel cassetto, perché “Diciotto ossa rotte” è un romanzo sorprendente e delicatissimo, che parla del rapporto fra una musicista e il cugino, un ragazzo ritardato che lei conosce poco ma che è costretta ad accudire per alcuni giorni. Una frequentazione breve ma che avrà conseguenze fondamentali per l’armonia dell’intera famiglia. 
Il romanzo è accompagnato da una mia postfazione nella quale spiego il lavoro svolto e  le intenzioni lasciate dall’autrice in fase di revisione. 


Ho curato anche la ristampa di “Una come me”, che da tempo era esaurito: questa nuova edizione tascabile comprende un capitolo inedito (apparso come racconto su ‘tina) e un’entusiastica prefazione di Roberto Saviano. 
Entrambe le copertine sono illustrate da Alessandro Baronciani. 



So che molti lettori si fidano dei consigli di lettura che fornisco su questo blog: sicuramente alcuni già conoscevano il primo romanzo di Francesca e troveranno confermate nel secondo tutte le sue qualità di narratrice. Per chi invece la scopre ora sono certo che sarà una vera rivelazione. 

giovedì 16 ottobre 2014

MI RICORDO TREVISO

Domenica sarò a Treviso con il reading interattivo "Mi ricordo", ospitato all'interno del festival letterario Carta Carbone, interamente dedicato alla scrittura autobiografica. 
Programmi e info qui: http://www.cartacarbonefestival.it


martedì 30 settembre 2014

IL MIO BARBIERE (un’epica moderna)

Come ogni scrittore moderno che si rispetti (e da buon ultimo), anch’io ho scritto la mia opera sperimentale in formato Tweet. Ho scelto come oggetto il mio barbiere e per mesi ho raccolto spunti ogni volta che andavo a tagliarmi i capelli. Ne è uscita una raccolta di 73 frasi, ognuna contenuta entro i 14o caratteri. Le ho pubblicate singolarmente ieri pomeriggio su Twitter e oggi le raccolgo qui in forma unitaria.
IL MIO BARBIERE (un’epica moderna)

Il mio barbiere ha 46 anni, una moglie, due figli adolescenti.

Il mio barbiere lavora a Milano ma vive con la famiglia nell’hinterland. 

Il mio barbiere abita accanto a una fermata della metro (linea rossa) e ha il negozio a 100 metri da una fermata della metro (linea rossa). 

Il mio barbiere viene in negozio ogni giorno in macchina e si lamenta del traffico.

Il mio barbiere quando parla della violenza sulle donne dice: “Una donna non va toccata neanche con un fiore”.

Il mio barbiere non è mai stato in un ristorante cinese perché: “Sei matto? Quelli ti fanno mangiare i cani”.

Il mio barbiere non è mai stato in ristoranti giapponesi, messicani, argentini o greci perché: “Come la cucina italiana non ce n’è nessuna”.

Il mio barbiere non ritiene una falla nel ragionamento il fatto che non abbia provato altre cucine al di fuori della nostra.

Il mio barbiere si lamenta per una multa ricevuta per aver parcheggiato l’auto in un posto riservato agli invalidi.

Il mio barbiere giustifica il gesto con la motivazione: “Eh, se uno non trova posteggio cosa deve fare?”.

Il mio barbiere quando parla di conoscenti defunti fa seguire sempre al loro nome l’aggettivo buonanima. 

Il mio barbiere è di origini abruzzesi. 

Il mio barbiere ogni anno va in vacanza “giù al paese”. 

Il mio barbiere non ha mai considerato un’altra (qualsiasi) meta come alternativa per le proprie ferie.

Il mio barbiere non è mai stato a Roma.

Il mio barbiere dice che Roma “deve essere bella, eh?”.

Il mio barbiere non è mai stato a Venezia, Firenze, Napoli, Palermo, Cagliari, Bologna, Torino, Pisa, Siena, Urbino.

Il mio barbiere non è mai stato a Lecce, Genova, Matera, Caserta, Rimini, Riccione, Pompei.

Il mio barbiere è stato a Como e a Lecco.

Il mio barbiere è stato anche a Trieste, per svolgere il servizio militare.

Il mio barbiere non è mai stato all’estero.

Il mio barbiere mi ha annunciato che per l’anniversario dei vent’anni di matrimonio andrà in crociera con la moglie. 

Io: “Ah, che bello. Quest’estate?” Il mio barbiere: “No, tra quattro anni”

Il mio barbiere dice che andare al mare “è come un lavoro: devi andare in spiaggia, spalmarti sempre la crema, stare lì a prendere il sole...”

 Il mio barbiere quando ha un contrasto di natura legale con qualcuno (fornitori, condomini) dichiara: “Ma io quello lo porto a Forum”.

Il mio barbiere, per avvalorare la veridicità di una notizia, specifica: “L’hanno detto a Striscia la notizia”.

Il mio barbiere, per avvalorare la veridicità di una notizia relativa a un fatto di cronaca, specifica: “L’ha detto Barbara D’Urso”.

Il mio barbiere non accetta il fatto che io non tifi per nessuna squadra di calcio, quindi insiste: “Ma almeno una che ti fa simpatia?”.

Il mio barbiere non ha votato nelle ultime tre elezioni.

Il mio barbiere dice che: “La musica dei nostri tempi era meglio di quella di adesso”.

Il mio barbiere dice che la sua cantante preferita è Sandra (quella di “Maria Magdalena”).

Prima di conoscere il mio barbiere non immaginavo che Sandra potesse essere la cantante preferita di qualcuno.

Il mio barbiere dice che è fedele a sua moglie.

Il mio barbiere mi ha fatto intendere che ha avuto diverse amanti e che a volte ha consumato in negozio, con la serranda abbassata.

Il mio barbiere ha un’evidente fissazione per la pulizia.

Il mio barbiere interrompe il mio taglio per pulire il lavandino dove mi ha lavato i capelli.

Il mio barbiere interrompe il mio taglio per pulire lo specchio sopra il lavandino dove mi ha lavato i capelli.

Il mio barbiere interrompe il mio taglio per spazzare via i miei capelli caduti a terra (anche se poi inevitabilmente ne cadranno altri).

Il mio barbiere ci tiene all’aspetto del suo negozio.

Il mio barbiere almeno una volta all’anno ritinteggia il negozio.

Il mio barbiere ha scelto come tinta di quest’anno alle pareti il verde acido.

Il mio barbiere dice che ha fumato una sola canna quando aveva sedici anni e dopo è stato malissimo.

Il mio barbiere non ha mai più fumato canne da allora. 

Il mio barbiere dice che i drogati prendono l’LCD (elle-ci-di) e poi hanno le visioni. 

Il mio barbiere mentre mi taglia i capelli con lo sguardo tiene d’occhio la strada, per vedere se si libera un parcheggio per la sua macchina.

Il mio barbiere, se si libera un parcheggio più vicino al negozio, mi chiede di aspettare un attimo e corre fuori a spostarla.

Il mio barbiere è molto soddisfatto quando riesce a parcheggiare la sua auto a portata d’occhio.

Il mio barbiere quando una macchina sta per parcheggiare accanto alla sua va a controllare che non la sfiorino. 

Il mio barbiere considera rigare la macchina a qualcuno come il maggiore affronto esistente.

Il mio barbiere conosce tutti gli abitanti del quartiere.

Il mio barbiere quando cita qualcuno della zona aggiunge sempre, con una punta d’orgoglio: “E’ un mio cliente” .

Il mio barbiere conosce ogni movimento commerciale in atto nei dintorni: chi ha venduto il negozio, a chi, per che cifra e quando riapre. 

Il mio barbiere dice che il ristorante sotto casa mia “non ha mai funzionato”. 

Il mio barbiere dice il caffè nel bar accanto al suo negozio fa schifo e che “dovrebbero vergognarsi a servire un caffè così”.

Il mio barbiere se vado la mattina presto mi chiede subito se voglio un caffè, invitandomi al bar accanto. 

Il mio barbiere dice che anni fa è ingrassato, arrivando a pesare più di cento chili.

Il mio barbiere dice che è dimagrito da solo, secondo una sua dieta.

Il mio barbiere dice che la sua dieta era “mangiare solo insalata”.

Il mio barbiere sul biglietto da visita del negozio ha scritto: “Orario non-stop dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19”.

Il mio barbiere ignora il concetto di orario non-stop.

Il mio barbiere riceve spesso chiamate sul cellulare.

Il mio barbiere lascia suonare l’apparecchio per un po’, poi chiede scusa e va a rispondere.

Il mio barbiere, secondo una mia personalissima statistica, riceve solo telefonate da sua moglie.

Il mio barbiere dice alla moglie “Scusa, sono un cliente, ti richiamo” e attacca.

Il mio barbiere ripete questa scena quasi ogni volta che vado da lui.

Il mio barbiere, al termine del lavoro, mi mostra sempre l’effetto del taglio sulla mia nuca attraverso uno specchio tondo.

Il mio barbiere si fa i complimenti da solo: “sono il migliore”, “anche stavolta un taglio perfetto, eh?”.

Il mio barbiere sa che faccio lo scrittore.

Il mio barbiere non ha un’idea precisa di cosa significhi fare lo scrittore.

Il mio barbiere una volta che mi ha visto leggere un romanzo in attesa del mio turno mi ha chiesto: “E’ un libro che hai scritto tu?”.

Il mio barbiere presume che gli scrittori vadano in giro leggendo i loro stessi libri.

Il mio barbiere non saprà mai che ho scritto questa epopea su di lui. 




mercoledì 17 settembre 2014

CATTIVE RECENSIONI

Leggo in una vecchia biografia su Divine un aneddoto splendido:

Harris Glenn Milstead, in arte Divine (“la drag-queen del secolo” secondo il settimanale americano People), aveva sempre recitato in film underground e provocatori, in primis quelli di John Waters, e in spettacoli teatrali d’avanguardia. “Hairspray” era stato il suo primo ingaggio hollywoodiano, oltretutto in un doppio ruolo, uno in panni femminili e uno maschili. Il film viene invitato al festival di Cannes ed esce nei normali circuiti americani (e non nei soliti cineclub o salette di periferia come i precedenti). Divine, abituato a essere ignorato o denigrato dalla critica “seria”, per la prima volta riceve una vera attenzione da parte della stampa, con elogi pressoché unanimi per la sua recitazione. È il momento del successo e della sua consacrazione verso il pubblico mainstream. Gli viene addirittura offerto un ruolo in una sit-com per famiglie, che fornirebbe alla sua carriera la svolta definitiva. Ma, destino beffardo, dopo appena una settimana dall’uscita di “Hairspray” nelle sale, Divine muore per un attacco cardiaco durante il sonno. 
Il giorno del suo funerale, fra le decine di mazzi di fiori giunti da tutti gli Stati Uniti, ce n’è uno inviato da Whoopi Goldberg. Il biglietto dice: “Ecco l’effetto delle buone recensioni”. 


L’ho trovato commovente e strepitoso. 



martedì 9 settembre 2014

SCINTILLE IN ITALIANO

Quando nutri una passione sconfinata per un gruppo musicale di nicchia e ti capita di conoscere altri estimatori scatta una forma immediata di riconoscimento e identificazione: sulla sola base di un gusto condiviso hai l’impressione di ritrovare affinità molto più profonde e significative. Il bello è che tale impressione spesso si rivela fondata. 
Per diverso tempo io e lo scrittore Federico Baccomo (noto anche con lo pseudonimo di Duchesne e autore del best-seller “Studio illegale”) ci siamo incrociati in presentazioni letterarie e festival di letteratura, ma solo quando abbiamo scoperto, tramite alcuni video postati sulle nostre bacheche Facebook, di condividere un’assoluta adorazione per il duo americano degli Sparks è scoppiata fra di noi la scintilla (eh eh) di una reale e appassionata amicizia. Per questo abbiamo deciso di concretizzare questa forma di idolatria in qualcosa di pubblico: ci siamo messi a tradurre le nostre canzoni preferite del duo e le abbiamo raccolte in un tumblr.
Il progetto “Sparks in italiano” raccoglie i primi frutti di questo lavoro a quattro mani ed è destinato ad ampliarsi con nuovi contributi nei mesi a venire. 
Se non conoscete gli Sparks, o li conoscete solo in maniera approssimativa, provate a dare un’occhiata al contenuto dei loro testi. Forse capirete perché io e Federico li adoriamo a questi livelli.