martedì 9 settembre 2014

SCINTILLE IN ITALIANO

Quando nutri una passione sconfinata per un gruppo musicale di nicchia e ti capita di conoscere altri estimatori scatta una forma immediata di riconoscimento e identificazione: sulla sola base di un gusto condiviso hai l’impressione di ritrovare affinità molto più profonde e significative. Il bello è che tale impressione spesso si rivela fondata. 
Per diverso tempo io e lo scrittore Federico Baccomo (noto anche con lo pseudonimo di Duchesne e autore del best-seller “Studio illegale”) ci siamo incrociati in presentazioni letterarie e festival di letteratura, ma solo quando abbiamo scoperto, tramite alcuni video postati sulle nostre bacheche Facebook, di condividere un’assoluta adorazione per il duo americano degli Sparks è scoppiata fra di noi la scintilla (eh eh) di una reale e appassionata amicizia. Per questo abbiamo deciso di concretizzare questa forma di idolatria in qualcosa di pubblico: ci siamo messi a tradurre le nostre canzoni preferite del duo e le abbiamo raccolte in un tumblr.
Il progetto “Sparks in italiano” raccoglie i primi frutti di questo lavoro a quattro mani ed è destinato ad ampliarsi con nuovi contributi nei mesi a venire. 
Se non conoscete gli Sparks, o li conoscete solo in maniera approssimativa, provate a dare un’occhiata al contenuto dei loro testi. Forse capirete perché io e Federico li adoriamo a questi livelli.




mercoledì 6 agosto 2014

COSA LEGGO QUEST’ESTATE? STRANIERI!

Per non fare torto alla letteratura mondiale, che come tutti sapete è molto suscettibile sui miei giudizi, ecco anche alcuni consigli di lettura di narrativa internazionale.


AIMEE BENDER - La maestra dei colori (minimum fa)
Traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan

Aimee Bender è un talento unico nel panorama della narrativa americana contemporanea. Autrice di storie surreali e immaginifiche, destinate a lasciare spesso sbalordito il lettore per la loro inventiva, ha firmato due romanzi di successo, ma è decisamente nella misura breve del racconto che rivela tutta la sua maestria. Quest’ultima raccolta ne è un eloquente esempio. Per quanto mi riguarda, ritengo che “Ricucire le tigri”, contenuto in questa antologia sia, a partire dal titolo, il più bel racconto che abbia letto negli ultimi dieci anni. 



Édouard Louis - Il caso Eddy Belleguele (Bompiani)
Traduzione di Alberto Cristofori

Un romanzo non sull’omosessualità ma sull’effeminatezza. Esordio letterario del giovane Louis, caso editoriale in Francia con oltre 200.000 copie vendute, il libro è la storia (fortemente autobiografica) di un ragazzino nato e cresciuto in un contesto rurale dominato dall’ignoranza e la violenza, nel quale gli stereotipi assurgono al livello di dogmi e un bambino incapace di mostrare nella voce e nei gesti la stessa virilità dei suoi compagni è destinato a ogni tipo di violenza e sopruso, a cominciare dalla propria famiglia. Romanzo feroce e toccante, la cui pagina finale è lo schiaffo definitivo per il lettore. 


DONNA TARTT - Il cardellino (Rizzoli)
Traduzione di Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai

Grazie al cazzo, diranno i miei amorevoli lettori: consigliare un premio Pulitzer che è nella classifica dei best-seller da settimane. Bravo B. Bianchi, così siamo capaci tutti. 
Vero, però lasciatemi fare alcune osservazioni. 
Primo, che un romanzo di 900 e rotti pagine se non lo leggi in estate è ben difficile trovare un altro momento per farlo.
Secondo, che “Il cardellino” rappresenta quella rara e miracolosa combinazione di qualità letteraria in grado di soddisfare il lettore forte e trama appassionante in grado di esaltare anche la signora Pina della portineria. Il classico libro che puoi consigliare quasi a chiunque andando sul sicuro.
Terzo, che la Tartt pubblica un romanzo a decennio e questa sua stitichezza editoriale comunque è già un elemento che la rende interessante e atipica.
Quarto, che questo è al momento il migliore esempio sul mercato per sostenere la supremazia pratica dell’ebook rispetto al corrispettivo cartaceo. Non c’è paragone fra portarsi in vacanza un leggero ereader e l’equivalente di un mattone, in termini di peso e dimensioni. E lasciatevelo dire da chi ha scelto di viaggiare col mattone.


JOE BRAINARD - Mi ricordo (Lindau)
Traduzione di Thais Siciliano

Su Joe Brainard e sul suo seminale “Mi ricordo” ho già parlato innumerevoli volte. Se torno a farlo qui è solo perché questo libro è stato finalmente tradotto nel nostro paese ben quarant’anni dopo la sua pubblicazione originale negli Stati Uniti. A questa uscita ho dedicato una dettagliata recensione apparsa qualche settimana fa su Linkiesta e vi rimando a quella per i dettagli. In questa sede mi limito a dire che “Mi ricordo” di Brainard è un capolavoro assoluto e non dovrebbe mancare nella libreria di nessuno. Punto. 

DULCIS IN FUNDO

E dopo i consigli italiani e stranieri, se volete anche una cosina del sottoscritto da leggervi, perfettamente a tema con il periodo estivo, vi ricordo l’ebook che ho pubblicato alcuni mesi fa edito dal Corriere della sera. Si intitola “Sfondi scrivania” ed è la storia di una programmatrice informatica che per sfuggire al successo che l’ha travolta si rifugia in un paradiso tropicale. Lo trovate qui




Buone vacanze!

martedì 5 agosto 2014

COSA LEGGO QUEST'ESTATE? ITALIANI!

Ecco un po’ di suggerimenti di letture estive. Non ho scelto delle novità ma alcune delle cose più interessanti uscite negli ultimi mesi. E tutte rigorosamente italiane. 
Buone letture.



Giorgio Fontana - MORTE DI UN UOMO FELICE (Sellerio)

Sul terrorismo e gli anni di piombo si è detto e scritto tanto, ma a mio avviso pochi sono riusciti a rendere lo spirito plumbeo e la complessità di quegli anni come Giorgio Fontana in questo suo ultimo romanzo. 
Il protagonista, Giorgio Colnaghi, è un magistrato quarantenne che indaga su un gruppo armato responsabile di un attentato nel quale è rimasto vittima un deputato democristiano. Siamo a Milano, nel 1981. Colnaghi crede fermamente nella giustizia e nel suo operato, e tuttavia non può fare a meno di interrogarsi: perché questi ragazzi, che hanno origini proletarie come lui e professano di combattere contro il sistema, scelgono la violenza? Cosa pensano di ottenere uccidendo? Perché non può esistere un dialogo? Mentre l’inchiesta avanza il magistrato cerca di trovare risposte a questi dubbi, confidandosi con gli amici, confrontandosi coi colleghi, interrogando gli stessi terroristi. 
Il padre di Colnaghi era un operaio morto in un’azione partigiana quando lui era bambino. La sua ricerca di giustizia è anche un modo per ripercorrere le orme paterne, per cercare di ritrovare nella concretezza delle proprie azioni e nella forza delle proprie convinzioni il rapporto con quel padre che ha così tanto amato senza quasi mai conoscerlo.  
Sin dai suoi esordi Fontana si era rivelato un autore di talento. In questo libro, bellissimo,  raggiunge la sua piena maturità. 



Massimiliano Virgilio - ARREDO CASA E POI M’IMPICCO (Rizzoli)

Dotato di una delle copertine più originali che un romanzo recente possa vantare (la sovracoperta sembra una pagina di un catalogo Ikea), questo libro divertente e a tratti quasi cinico del napoletano Virgilio racconta un’ossessione tutta italiana: quella di “mettere su casa”, il mattone inteso come rifugio e traguardo, come tappa fondamentale nel percorso di maturazione individuale. Ma quello che valeva per per le generazioni precedenti non vale più per quelle attuali, vittime del precariato e dell’incertezza sociale più assoluta: anzi, aprire un mutuo può trasformarsi in un’angosciosa condanna. Michele, il protagonista trentenne di questo romanzo, è uno scrittore di scarso successo, sempre in attesa di versamenti mai effettuati da case editrici, riviste e siti con cui collabora, che trova un’imprevista fonte di reddito in un regista porno tardivamente ritornato alla fede cattolica che lo ingaggia come sceneggiatore. L’ansia di Michele è quella di stare al passo con le rate del mutuo e tutta la sua esistenza (relazioni sentimentali, amicizie, lavoro, rapporto coi genitori) ruota su questo. 
Un libro tragicamente divertente.



Quit The Doner - “QUITIALY” (Indiana editore)

Se bazzicate riviste e quotidiani on line avrete già sentito nominare Quit The Doner, pseudonimo dietro il quale si cela uno dei giornalisti indipendenti più arguti del panorama italiano. I suoi reportage per “Vice” o “Linkiesta” gli sono valsi elogi e bufere in egual misura: ha ottenuto sia il premio per il migliore articolo dell’anno sia la vibrante scomunica di Beppe Grillo in persona per un articolo che faceva a pezzi l’intero impianto del Movimento 5 stelle. Se non sapete chi sia, è venuto il momento di porre rimedio. 
Questo volume raccoglie i pezzi più significativi che Quit ha scritto negli ultimi anni e rappresentano una fotografia nitida e comunque allucinata del paese in cui viviamo. L’autore si è infiltrato nelle manifestazioni più disparate: dai convegni dei venditori di Herbalife ai raduni nazionali degli alpini, dal Lucca Comics al FuoriSalone di Milano, dagli aperitivi in spiaggia nel Salento ai mercatini di Natale di Bolzano, dai raduni dei complottisti ai festival musicali  dei fricchettoni. Ha intervistato sia il pubblico partecipante che gli organizzatori. Ha registrato reazioni, esaltazioni e contestazioni. E poi ne ha scritto. 
I meriti principali di Quit The Doner a mio avviso sono due: la capacità di fornire sempre un inquadramento storico o quantomeno sociale serio del fenomeno che sta analizzando e una lingua vivacissima, ricca di analogie spiazzanti e di battute irresistibili (provate a leggere l’articolo sugli alpini e non scoppiare a ridere di continuo, se ci riuscite).
Se anche siete il tipo di persona che non legge saggistica, fate un’eccezione per questo libro. Lo merita.



Michele Masneri - ADDIO, MONTI (minimum fax)

Trama: un amico e un’amica al supermercato una domenica pomeriggio di ritorno dal mare chiacchierano fra di loro mentre fanno la spesa. Fine.
Tutto qui? Sì, giuro, tutto qui. Eppure l’esiguità del plot non vi tragga in inganno: si tratta di un romanzo ultradenso di storie e soprattutto di cattiveria. Nel dialogo fra gli amici è contenuto il ritratto spietato di una Roma iperborghese e cafonissima, che si muove fra aperitivi su terrazze e vernissage esclusivissimi (a cui vanno tutti), cene in palazzi di principesse e fughe nelle case di Capocotta, weekend a Cortina e marchette ai festival letterari. Il gotha del cafonal, tenuto insieme da una rete di pettegolezzi e convenienze incontrollabili. 
Il titolo (occhio alla virgola) non è una citazione manzoniana ma il riferimento all’omonimo quartiere romano, simbolo della gentrificazione e della speculazione edilizia più sfrenata.
Quanto allo stile, l’autore ha praticamente compiuto un’operazione di mimesi linguistica, immergendosi fino all’osso nell’arbasinismo più puro e riprendendone ritmo, andamento e struttura per adattarli ai giorni nostri (operazione ancora più curiosa da compiersi con autore vivente e attivissimo).
Un romanzo fastidioso (per il mondo che tratteggia) ma che è difficile smettere.



Giorgio Scianna - QUALCOSA C’INVENTEREMO (Einaudi)

Ci sono autori che in Italia meriterebbero più considerazione e Giorgio Scianna è certamente uno di loro. Dotato di uno stile limpidissimo, che rende la lettura accessibile a chiunque senza tuttavia essere mai banale, Scianna dimostra in questo terzo romanzo di essere anche un ottimo conoscitore della psicologia adolescenziale. Il libro racconta di due fratelli rimasti orfani e affidati alla tutela di uno zio che vive a Pavia, ma che per il momento continuano a vivere (soli) nell’appartamento di famiglia a Milano per completare l’anno scolastico. Due ragazzini che cercano con coraggio e dignità di superare la tragedia e che devono comunque fare i conti anche con le piccole sfide che la loro età comporta. E basta poco per mettersi nei guai quando si è così fragili e confusi.

Un romanzo mosso da una costante tensione sotterranea, con un protagonista (il fratello maggiore) profondamente autentico e credibile.    

lunedì 14 luglio 2014

SPLENDORI E MISERIE DI MADAME ‘tina

Nell’introduzione dell’ultimo numero di ‘tina spiegavo che tornare al cartaceo è anche un modo per creare un oggetto che sia collezionabile. Concludevo l’intro chiedendomi: “Esiste davvero qualcuno a cui interessi collezionarli?”.
La risposta è giunta la prima serata di presentazione, che è stata un successo oltre le mie previsioni. Non è una frase fatta, è da intendersi alla lettera: non avevo previsto un afflusso così grande di persone. In una sola serata ho esaurito più di 100 delle 150 copie stampate. Come se non bastasse lo stampatore per errore ne ha prodotte 146 invece che le 150 pattuite, quindi ero rimasto con una quantità limitatissima di copie, assolutamente non sufficiente per sostenere un’altra presentazione o rispondere alle varie richieste che mi stavano arrivando da amici assenti alla serata e lettori via mail. Sul blog e nella comunicazione sui social avevo dichiarato che questa sarebbe stata l’unica stampa e non ce ne sarebbero state altre, ma in questo modo rischiavo di scontentare molta gente e (peggio ancora) limitare ‘tina cartacea a una sola distribuzione milanese. Che fare dunque? Dopo un paio di giorni di riflessione (e un’illuminante scambio di opinioni con l’autore della copertina, Alessandro Baronciani, grazie Ale!) ho ammesso il mio errore di valutazione e sono giunto a una soluzione salomonica. 
Ci sarà una ristampa. Altre 150 copie. Per differenziarle dalla precedente, avranno una copertina diversa (lo sfondo della Santa sarà arancione) e saranno firmate ma non numerate. In questo modo entrambe le edizioni presentano caratteristiche peculiari e hanno una loro ragione d’essere.

Come fare ad averle?

Ci sarà una nuova presentazione a Roma, giovedì 17 dalle ore 19, presso la libreria Giufà (a San Lorenzo, in via degli Aurunci 38). Anche qui, vino e chiacchiere, niente reading. La formula milanese si è rivelata vincente e andava replicata. Amici romani vi aspetto!

Porterò delle copie con me anche venerdì 18, quando sarò a Reggio Emilia ospite di “Questa è l’acqua - Festival sonoro di letteratura”. Farò una lettura di “Mi ricordo” alle 22.

Altre copie le porterò con me al festival dell’Argentiera (Sassari) dal 25 al 27 luglio.

Alcune copie della rivista da oggi sono anche disponibili presso la libreria Igor di Bologna in via San Petronio, 3.


Coloro che non possono raggiungere queste località e sono interessati a riceverne una o più copie mi scrivano all’indirizzo matteo@matteobb.com  Troveremo il modo, prometto. 


mercoledì 2 luglio 2014

SERA'tina

Avevo annunciato qualche giorno fa il ritorno di ‘tina al cartaceo con l’uscita del numero 29, ma non avevo dato ancora indicazioni su come sarà reperibile. Comincio ora col dirvi che ci saranno un paio di presentazioni pubbliche nelle quali la rivista sarà disponibile.
La prima sarà martedì prossimo, 8 luglio, dalle 19 in poi in Santeria, via Paladini 8 a Milano.
Saranno presenti gli autori del numero, incluso il celebre cantautore. Non sono previsti reading o performance o cose serie. Solo drink e chiacchiere.

La nuova 'tina di carta vi aspetta. Venite e spargete la voce. 



sabato 28 giugno 2014

LE NUOVE GENERAZIONI E LA LETTURA

Scena: una ragazzina e una madre davanti alla vetrina di una libreria in centro. La ragazza indica un volume e insiste perché la madre glielo compri. Lei infastidita risponde: - Di libri leggi già quelli che ti danno a scuola - e la trascina via. Io indignato per il comportamento della madre mi avvicino per vedere il libro che questa giovane lettrice avrebbe tanto voluto comprare: era la foto-biografia degli One Direction.




venerdì 27 giugno 2014

IL RITORNO DELLA CARTA

I fedeli lettori della rivista ’tina si saranno accorti che è passato un sacco di tempo dall’ultimo numero. Il motivo è che stavo lavorando a una nuova fase del progetto e dopo mesi e mesi di indecisioni, prove e tentativi, sono finalmente giunto al risultato che speravo.
È con grande gioia e soddisfazione che annuncio l’uscita del nuovo numero, il ventinovesimo della serie, e per la prima volta dopo ben quindici anni in edizione cartacea.
Sì, ’tina ritorna in forma fisica: un libretto di circa cento pagine, stampato in tipografia e in edizione ultra-pocket. Non di quelle da mettere in tasca, ma addirittura in un taschino. Un formato che si differenzia da ogni altra rivista di carta in circolazione e che è comunque destinato a essere unico per questo specifico numero. Poi si cambierà, ogni volta.
La rivista uscirà la settimana prossima e sarà in edizione limitata, firmata e numerata di 150 copie. Non ci saranno ristampe, non ci saranno altre edizioni. La modalità di distribuzione sarà molto artigianale e la svelerò in seguito.
Il numero comprende quattro racconti di altrettanti straordinari esordienti (Giorgio Specioso, Elena Ghiretti, Mauro Maraschi e Maria Cristina Comparato) e un racconto inedito del cantautore Dente. 
La copertina è una splendida illustrazione di Alessandro Baronciani: San-Tina, che mostro in anteprima qui sotto.
Chiedetemi se sono felice (è una domanda retorica).




PS Che poi uno dice, già che c’eri debutta col formato nuovo in occasione del trentesimo numero no? Che senso ha farlo col 29?? Ma si sa, a me le cose troppo tonde non piacciono mai. Stranezza is the real deal.