lunedì 29 dicembre 2014

“COME LEGGONO GLI SCRITTORI” (5) - GIULIO MOZZI



Giulio Mozzi ha recentemente ripubblicato la raccolta "Sono l'ultimo a scendere (e altre storie credibili)" (Laurana) e ha curato con Stefano Brugnolo il manuale di scrittura "L'officina della parola" (Sironi) 

1 - Tutti soffrono del “blocco dello scrittore” prima o poi, ma ti è mai capitato il “blocco del lettore”? Se accade come ti comporti? Ti “abbassi” leggere qualcosa di più “leggero” o non leggi affatto?
Non so che cosa sia il “blocco dello scrittore”. In certi periodi ho scritto molto, in certi periodi ho scritto poco. In certi periodi non ho scritto nulla, ma non mi è mai sembrato un problema (esempio: se non ho fame, non mangio; non penso che ho il “blocco dell’appetito”).
Leggo tutti i giorni, e leggo in modi diversi:
- leggo quasi tutti i giorni uno o due giornali quotidiani; con pazienza e meticolosità;
- studio certi argomenti che mi interessano (in questo periodo, per esempio, più o meno tutto quello che mi capita a tiro a proposito delle rappresentazioni della morte, delle danze macabre, dello scheletro e del cadavere nell’arte, e così via);
- seguo regolarmente le pubblicazioni su certi argomenti (per esempio, ciò che concerne la didattica della scrittura e della narrazione: in lingua francese, italiana, inglese – è una gradatio di interesse diminuente;
- rileggo continuamente certi testi che sento come fondativi e necessarii per me: le poesie sparse e la Commedia di Dante, i miei amati poeti del Cinque-Seicento (Ciro di Pers, Galeazzo di Tarsia, Gaspara Stampa, Federica d’Aragona, Luigi Tansillo…), il Giorno del Parini e qualche altro.
Leggo poco o niente della narrativa contemporanea. Rileggo volentieri un ristretto numero di grandi, sicure opere narrative (i titoli sono quelli che chiunque potrebbe citare).
Leggo, per lavoro, innumerevoli opere narrative inedite – destinate quasi tutte a restare tali, grazie al cielo.

2 - Che genere leggi di più (narrativa, saggistica, poesia)? Di solito leggi libri del genere che tu stesso scrivi? In cosa è differente la tua esperienza di lettura quando leggi qualcosa al di fuori del genere che scrivi?
In parte ho già risposto. Non leggo libri del genere stesso che io scrivo, ma può succedere che tenti di scrivere cose simili a quelle che leggo: l’imitazione è un automatismo, è un modo per apprendere.
E leggo per apprendere, sempre, mai per altri scopi.

3 - Dove leggi di solito? A letto? In treno?
In treno sempre, a letto rarissimamente (a letto, dormo), sul tavolo regolarmente, in poltrona talvolta, meno di quello che vorrei in biblioteca.

4 - Leggi mai per “piacere proibito”?
Non ho capito.

5 - Leggi narrativa per ragazzi (Young Adult)? Leggi narrativa di genere?
Non leggo narrativa per ragazzi, ma per ragioni private sto imparando a conoscere bene i libri per l’infanzia.
L’unico “genere narrativo” in prosa che abbia mai frequentato regolarmente è la fantascienza.

6 - Tendi a leggere libri più brevi o lunghi?
Non so perché, ma se un volume è voluminoso mi ispira fiducia.

7 - Quando finisci un libro quanto aspetti prima di cominciarne un altro?

Il tempo di passare in bagno.

8 - Leggi più libri contemporaneamente?
Sì, come tutti quelli che studiano.

9 - Leggi con una matita in mano (cioè, prendi appunti a margine delle pagine o da qualche parte)? È importante se lo stai leggendo per recensirlo?
Odio scrivere recensioni e non ne scrivo.
A margine metto spesso dei segni; mai commenti o altro. Spesso scrivo dei riassunti, nel mio schedario digitale.

10 - Se scrivi recensioni/sei un critico leggi il volume più volte prima di sottoporre la recensione? Cominci a scriverla prima di aver finito il libro?
Ho già risposto.

11 - Come decidi cosa leggere dopo? Tieni conto del fattore diversità quando scegli che libro leggere? (es. cerchi di non leggere solo libri scritti da maschi bianchi?)
Ma: nello studio si parte da una qualche bibliografia di riferimento, e poi si cercano quelle opere che sembrano “parlarsi” l’una con l’altra. L’età, il sesso, l’epoca ecc. di chi li ha scritti non sono particolarmente importanti – se non per cercar di capire quanto la posizione nel mondo di chi li ha scritti possa aver contribuito a determinare l’approccio alla materia. Un’opera scritta da Jean Daniélou è diversa da una scritta da María Zambrano anche perché Daniélou è stato un maschio bianco cardinale e teologo cattolico con il pasto assicurato ogni sera (però fece la guerra nell’aviazione), e María Zambrano è stata una donna bianca filosofa dalla vita per molti anni raminga ed esposta ai quattro venti (benché sia stata sposata a un diplomatico).  Tanto per citare due autori che ho qui sul tavolo.
Va detto che le materie alle quali mi interesso sono materie molto tradizionali, sulle quali la bibliografia è prevalentemente di bianchi maschi, con una crescente percentuale di donne.

12 - Quanto è importante per te leggere i libri che sembra che tutti stiano leggendo (il primo in classifica, il vincitore dell’ultimo premio, ecc.)? Leggi libri recenti o più spesso libri vecchi?
Non mi interessa leggere i libri che sembra tutti stiano leggendo. Per principio compero quasi solo libri usati.

13 - Cosa stai leggendo in questo momento? Qual è il tuo libro preferito fra quelli che hai letto ultimamente?
Giobbe, con commento di Gianfranco Ravasi.
Jean Daniélou, La résurrection.
María Zambrano, Para una historia de la piedad.
Francesco Di Sales, Introduzione alla vita devota.
Lorenzo Marchese, L’io possibile. Autofiction come paradosso del romanzo contemporaneo.

Libro preferito tra quelli letti “ultimamente”, intendendo da maggio 2104 in qua:


Hugh Blair, Lectures on rhetoric and belles lettres, nella traduzione francese (Cours de littérature) di Pierre Prévost (molto divertente e istruttivo: le “lectures” del Blair furono forse l’opera di riferimento per quasi tutto l’Ottocento, almeno in Italia (Blair insegnò a Parma, e le “lectures” furono tradotte e pubblicate nel 1801: ma quell’edizione non l’ho trovata a buon prezzo).

domenica 28 dicembre 2014

“COME LEGGONO GLI SCRITTORI” (4) - GRAZIA VERASANI


L'ultimo romanzo di Grazia Verasani è "Mare d'inverno" (Giunti)

1 - Tutti soffrono del “blocco dello scrittore” prima o poi, ma ti è mai capitato il “blocco del lettore”? Se accade come ti comporti? Ti “abbassi” leggere qualcosa di più “leggero” o non leggi affatto?
Sembrerà presuntuoso ma no, non mi è mai successo. Per me, leggere è una vera e propria dipendenza, una “buona” dipendenza. A volte però alterno filosofia o classici a un buon giallo.   

2 - Che genere leggi di più (narrativa, saggistica, poesia)? Di solito leggi libri del genere che tu stesso scrivi? In cosa è differente la tua esperienza di lettura quando leggi qualcosa al di fuori del genere che scrivi?
Narrativa. Ma amo anche le biografie e ho avuto periodi in cui leggevo solo poesia. Scrivendo romanzi di genere diverso, passando cioè dalla narrativa “bianca” al noir, devo dire che anche le mie letture sono coerentemente varie. Leggo di tutto. Eccetto i romanzi “rosa”, ma non per snobismo, solo perché mi annoiano, e i thriller dove tutto si riduce alla mera ricerca di un colpevole. 

3 - Dove leggi di solito? A letto? In treno?
A letto. Leggo sempre a letto, due o tre ore prima di addormentarmi, o certi pomeriggi. Oppure in treno, se sono in viaggio.

4 - Leggi mai per “piacere proibito”?
Per me è sempre un piacere proibito, nel senso di privato, solitario, nascosto. Ma amo parlare di un libro con chi lo ha letto, e lì il piacere diventa “pubblico”, condiviso.

5 - Leggi narrativa per ragazzi (Young Adult)? Leggi narrativa di genere?
Sì, ogni tanto, compreso il fantasy. 

6 - Tendi a leggere libri più brevi o lunghi?
Non faccio differenze.

7 - Quando finisci un libro quanto aspetti prima di cominciarne un altro?
Cinque minuti.

8 - Leggi più libri contemporaneamente?
Mai.

9 - Leggi con una matita in mano (cioè, prendi appunti a margine delle pagine o da qualche parte)? È importante se lo stai leggendo per recensirlo?
Sempre. Una matita che mi fa anche da segnalibro. E sottolineo frasi.

10 - Se scrivi recensioni/sei un critico leggi il volume più volte prima di sottoporre la recensione? Cominci a scriverla prima di aver finito il libro?
Quando ho recensito un libro l’ho sempre letto una volta sola, magari rileggendone alcune parti.

11 - Come decidi cosa leggere dopo? Tieni conto del fattore diversità quando scegli che libro leggere? (es. cerchi di non leggere solo libri scritti da maschi bianchi?)
In realtà a decidere è il mio comodino. Faccio scorta di libri e scelgo quale cominciare estraendolo dalla pila. Ho periodi in cui leggo solo autrici.  

12 - Quanto è importante per te leggere i libri che sembra che tutti stiano leggendo (il primo in classifica, il vincitore dell’ultimo premio, ecc.)? Leggi libri recenti o più spesso libri vecchi?
Leggo anche i primi in classifica o i vincitori di qualche premio, ma in genere mi baso sul mio istinto, su un autore di cui mi interessa l’opera omnia o sul passaparola di amici. Mi piace scovare perle poco conosciute della piccola editoria, quindi allungo le mani più sugli scaffali che sui banconi delle librerie. Mi piace esplorare, non consumare. E passo indifferentemente dalla rilettura di un classico o una riedizione a libri contemporanei o recenti.

13 - Cosa stai leggendo in questo momento? Qual è il tuo libro preferito fra quelli che hai letto ultimamente?

Al momento sto leggendo “Lungo il fiume” di Edna O’Brien. I preferiti tra quelli letti ultimamente: “Io sono Jonathan Scrivener” di Claude Houghton e “La casa della gioia” di Edith Wharton.

“COME LEGGONO GLI SCRITTORI” (3) - MARCELLO FOIS



L'ultimo romanzo di Marcello Fois è "L'importanza dei luoghi comuni" (Einaudi)

1 - Tutti soffrono del “blocco dello scrittore” prima o poi, ma ti è mai capitato il “blocco del lettore”? Se accade come ti comporti? Ti “abbassi” leggere qualcosa di più “leggero” o non leggi affatto?
Il blocco del lettore mai. Semplicemente. Se non ho niente da leggere, o se non ho portato con me qualcosa da leggere, mi “abbasso” a leggere quello che trovo (in bagno, per esempio, composizione di shampoo, o istruzioni per maschere di bellezza ecc…)

2 - Che genere leggi di più (narrativa, saggistica, poesia)? Di solito leggi libri del genere che tu stesso scrivi? In cosa è differente la tua esperienza di lettura quando leggi qualcosa al di fuori del genere che scrivi?
In ordine: leggo di tutto. Quando scrivo preferisco la poesia, ma non è una regola fissa. Quando trovo libri dello stesso genere che io stesso scrivo tendo a non riconoscerli (credo per sopravvivenza). Nessuna differenza, la lettura è un’esperienza globale per me, nelle differenze trovo un sacco di consonanze.

3 - Dove leggi di solito? A letto? In treno?
Dappertutto, appena posso. Mi porto sempre un libro appresso.

4 - Leggi mai per “piacere proibito”?
Quando ero ragazzo, a quattordici anni, L’Amante di Lady Chatterly; poi la Nouvelle Justine. Queste, credo, siano le uniche letture che ho fatto con un senso di “propibito”. Le riviste porno contano?

5 - Leggi narrativa per ragazzi (Young Adult)? Leggi narrativa di genere?
Tutto Harry Potter. Ancora, con grande godimento, Roald Dahl. E lo straordinario Fenicotteri in orbita di Philip Ridley. Stevenson, Dumas, Dickens contano? Sì, confesso di leggere letteratura di genere.

6 - Tendi a leggere libri più brevi o lunghi?
E’ una categoria che non conosco. I libri sono lunghi o brevi a seconda della necessità. 

7 - Quando finisci un libro quanto aspetti prima di cominciarne un altro?
Poco direi, leggo più libri contemporaneamente.

8 - Leggi più libri contemporaneamente?
Sì, appunto.

9 - Leggi con una matita in mano (cioè, prendi appunti a margine delle pagine o da qualche parte)? È importante se lo stai leggendo per recensirlo?
No, detesto segnare i libri, e non mi faccio un’idea finché non l’ho finito, specialmente se devo presentarlo o recensirlo.

10 - Se scrivi recensioni/sei un critico leggi il volume più volte prima di sottoporre la recensione? Cominci a scriverla prima di aver finito il libro?
Leggo più volte la recensione che ho scritto. E solo dopo aver finito il libro in questione. Penso che il lettore/recensore abbia il dovere deontologico di finire il libro che sta leggendo, a differenza del lettore “comune” che può benissimo abbandonarlo in corso d’opera.

11 - Come decidi cosa leggere dopo? Tieni conto del fattore diversità quando scegli che libro leggere? (es. cerchi di non leggere solo libri scritti da maschi bianchi?)
Non sono così scientifico. Lo scrittore per me non ha sesso, età, razza. Ha un contenuto e una scrittura, su quelle caratteristiche decido se mi piace, e se voglio proseguire a leggerlo oppure no. Sono di quei lettori che considerano più importante la scrittura dello scrittore. 

12 - Quanto è importante per te leggere i libri che sembra che tutti stiano leggendo (il primo in classifica, il vincitore dell’ultimo premio, ecc.)? Leggi libri recenti o più spesso libri vecchi?
Dipende. Io, per esempio, voto per lo Strega, e leggo assolutamente tutti i dodici candidati che, di anno in anno, mi vengono sottoposti per la cinquina. Ma non sono troppo attratto dalle classifiche a meno che il libro in vetta non sia il mio.

13 - Cosa stai leggendo in questo momento? Qual è il tuo libro preferito fra quelli che hai letto ultimamente?

Revenant di Michael Punke; La Ferocia di Nicola La Gioia; un bellissimo romanzo in anteprima che sta per uscire: L’Invenzione della Madre di Marco Peano. Poi I Briganti romanzo antico cinese, rileggo Il Giorno del Giudizio di Salvatore Satta. E scrivo l’ultima parte della mia trilogia sui Chironi: Luce Perfetta.

sabato 27 dicembre 2014

“COME LEGGONO GLI SCRITTORI” (2) - GIORGIO FONTANA


Giorgio Fontana ha recentemente vinto il Premio Campiello con il suo ultimo romanzo "Morte di un uomo felice" (Sellerio)


1 - Tutti soffrono del “blocco dello scrittore” prima o poi, ma ti è mai capitato il “blocco del lettore”? Se accade come ti comporti? Ti “abbassi” leggere qualcosa di più “leggero” o non leggi affatto?
Se non ho voglia di leggere, non leggo affatto; devo però dire che mi capita molto di rado. Anche perché quando si tratta di leggere non faccio differenza fra cose leggere o pesanti - leggo ciò che mi va, quando mi va (a parte quel che devo per lavoro).

2 - Che genere leggi di più (narrativa, saggistica, poesia)? Di solito leggi libri del genere che tu stesso scrivi? In cosa è differente la tua esperienza di lettura quando leggi qualcosa al di fuori del genere che scrivi?
Quasi solo narrativa e saggistica. Pochissima poesia. Tendo inevitabilmente a leggere narrativa che un po' somigliano a ciò che mi piace scrivere (romanzi realisti, per usare un termine molto vago). Ma non mi accade nulla di particolare quando leggo qualcosa di molto lontano da quel che scrivo.

3 - Dove leggi di solito? A letto? In treno?
Quando viaggio in treno, sempre. Poi in metro, a letto, sul divano, in coda, al tavolo, in bagno.

4 - Leggi mai per “piacere proibito”?
Leggo quasi sempre per piacere (di nuovo, al netto delle cose che devo leggere per lavoro, o quelle che leggo per ricerca - ma anche in quel caso c'è di mezzo il piacere; non sempre, ma c'è). Mi sa che non conosco il tema del piacere proibito in lettura.

5 - Leggi narrativa per ragazzi (Young Adult)? Leggi narrativa di genere?
No. Ogni tanto leggo qualche noir.

6 - Tendi a leggere libri più brevi o lunghi?
Non saprei. E' indifferente, non bado alla lunghezza quando scelgo di leggere.

7 - Quando finisci un libro quanto aspetti prima di cominciarne un altro?
Ehm, praticamente mai: leggo quasi sempre almeno due o tre libri in contemporanea. Quindi è come se non smettessi davvero. Però passo anche giorni interi senza leggere libri (ma leggendo altro, ad esempio quotidiani o articoli sul web).

8 - Leggi più libri contemporaneamente?
Ecco, appunto: sì.

9 - Leggi con una matita in mano (cioè, prendi appunti a margine delle pagine o da qualche parte)? È importante se lo stai leggendo per recensirlo?
Leggo con la matita in mano solo i saggi, ma se trovo una frase che mi piace in un romanzo me la segno. Se leggo un libro per recensirlo prendo quasi sempre degli appunti durante la lettura.

10 - Se scrivi recensioni/sei un critico leggi il volume più volte prima di sottoporre la recensione? Cominci a scriverla prima di aver finito il libro?
No, tendenzialmente leggo il libro una volta sola, e comincio a scrivere la recensione solo dopo averlo finito. A dirla tutta, tendo a proporre recensioni solo di libri che ho già letto e mi hanno convinto; non accetto quasi mai nulla a scatola chiusa o per dovere.

11 - Come decidi cosa leggere dopo? Tieni conto del fattore diversità quando scegli che libro leggere? (es. cerchi di non leggere solo libri scritti da maschi bianchi?)
Credo di andare completamente a casaccio, secondo l'estro del momento. Ogni tanto mi sento in colpa perché tendo a leggere autori che si somigliano un po', ma credo sia naturale. Non bado al fattore diversità.

12 - Quanto è importante per te leggere i libri che sembra che tutti stiano leggendo (il primo in classifica, il vincitore dell’ultimo premio, ecc.)? Leggi libri recenti o più spesso libri vecchi?
Non mi importa quasi nulla. Leggo sia libri recenti che vecchi; nell'ultimo periodo direi molti più libri vecchi.

13 - Cosa stai leggendo in questo momento? Qual è il tuo libro preferito fra quelli che hai letto ultimamente?

Sto leggendo "Kafka: The Decisive Years" di Stach, "Nudità" di Agamben e "Fra i boschi e l'acqua" di Patrick Leigh Fermor. Ultimamente ho adorato "La regina degli scacchi" di Walter Tevis.


“COME LEGGONO GLI SCRITTORI” (1)

Da alcune settimane sul blog della rivista americana "The believer è in corso un’indagine sulle abitudini di lettura degli scrittori curata dalla poetessa Elisa Gabbert. L’autrice ha dato vita a questa iniziativa perché periodicamente è affetta da “blocco della lettura”, ossia dall’incapacità totale di leggere. Ha quindi voluto indagare quali fossero le metodologie di lettura dei suoi colleghi, per vedere se condividessero o meno questo tipo di inibizioni. 
Prendendo in esempio il modello, ho deciso di porre le stesse domande a un gruppo di scrittori italiani. Nei prossimi giorni pubblicherò le risposte di coloro che vorranno rispondermi. Intanto, per dare il buon esempio, comincio io.


1 - Tutti soffrono del “blocco dello scrittore” prima o poi, ma ti è mai capitato il “blocco del lettore”? Se accade come ti comporti? Ti “abbassi” leggere qualcosa di più “leggero” o non leggi affatto?
Mai capitato. Certo, ci sono periodi in cui sono un lettore vorace e altri in cui sono meno compulsivo, ma non credo mi sia mai successo di arrivare a smettere del tutto. 

2 - Che genere leggi di più (narrativa, saggistica, poesia)? Di solito leggi libri del genere che tu stesso scrivi? In cosa è differente la tua esperienza di lettura quando leggi qualcosa al di fuori del genere che scrivi?
Per la maggior parte leggo narrativa. Sulla saggistica tendo a essere specifico (leggo molto di musica, per esempio). Non leggo poesia.  
Quando leggo qualcosa di affine a quello che scrivo credo di essere più ricettivo da un punto di vista autorale: non solo apprezzo la scrittura, ma sono attento alle soluzioni narrative, alla struttura del romanzo, al tipo di dialoghi. Leggo con occhio più tecnico. Quando invece leggo qualcosa di molto distante da me mi lascio trasportare più liberamente (anche se è più difficile il coinvolgimento emotivo, magari). 

3 - Dove leggi di solito? A letto? In treno?
Ovunque. A letto non molto perché tendo ad addormentarmi, mentre quando viaggio leggo sempre. Mi è inconcepibile partire per una qualsiasi destinazione senza avere uno o più libri con me. Leggere in treno durante un lungo viaggio è uno dei piaceri della vita, per quanto mi riguarda. 

4 - Leggi mai per “piacere proibito”?
Certo: autobiografie di soubrette televisive, romanzetti simil-porno, i testi commentati degli ABBA... Solo che nel mio caso non sono mai un piacere proibito, me ne vanto. 

5 - Leggi narrativa per ragazzi (Young Adult)? Leggi narrativa di genere?
Poca narrativa per ragazzi, e solo nel caso qualcuno mi segnali libri interessanti. Leggo abbastanza gialli, nulla di sentimentale o rosa (niente zuccheri, cannella, chocolat o aquiloni, per intenderci) e poca fantascienza. Nei primi anni ’90 avevo avuto una passione per il cyberpunk, poi defunta insieme al genere stesso. 

6 - Tendi a leggere libri più brevi o lunghi?
Non faccio una particolare distinzione in base alla lunghezza del libro. L’unica differenza casomai sta nel fatto che se sono a metà di un libro di 140 pagine e non mi convince del tutto tendo comunque a finirlo; se sono a pagina 80 e me ne mancano ancora 500 lo mollo lì. 

7 - Quando finisci un libro quanto aspetti prima di cominciarne un altro?
Non mi sono mai posto il problema di dover aspettare fra una lettura e un’altra.

8 - Leggi più libri contemporaneamente?
Sempre e da sempre.

9 - Leggi con una matita in mano (cioè, prendi appunti a margine delle pagine o da qualche parte)? È importante se lo stai leggendo per recensirlo?
Ho matite sparse per casa (e in borsa) per questo scopo. Rarissimamente prendo appunti, più spesso sottolineo. Diciamo che ci sono libri che chiamano l’uso della matita, mi suscitano il bisogno di sottolineare certi passaggi che in futuro avrei bisogno di ritrovare. Una volta tendevo a sottolineare le belle frasi, quelle che mi colpivano per la stesura, oggi invece sottolineo i concetti, le idee narrative. 
C’è poi una cosa che faccio con tutti i libri di racconti che leggo (e certe riviste di narrativa): metto delle X accanto ai titoli dei racconti che mi sono piaciuti di più. Ho una mia scala di valori: X - interessante, XX - bello, XXX - ottimo, XXXX - capolavoro. (L’ultimo racconto a essersi guadagnato un XXXX è “Ricucire le tigri” di Aimee Bender dalla raccolta “La maestra dei colori”). 

10 - Se scrivi recensioni/sei un critico leggi il volume più volte prima di sottoporre la recensione? Cominci a scriverla prima di aver finito il libro?
Non rileggo mai un libro, perlomeno non interamente. Quando scrivo una recensione vado a ricontrollare certi passaggi, ma non sono un critico, quindi scrivo recensioni più emotive, basate sulla passione per ciò che leggo. A volte mi capita di iniziare a scriverne in fase di lettura, ma di solito, e ovviamente, ne scrivo solo dopo averlo terminato e assimilato.

11 - Come decidi cosa leggere dopo? Tieni conto del fattore diversità quando scegli che libro leggere? (es. cerchi di non leggere solo libri scritti da maschi bianchi?)
Sì, la diversità è un fattore importante. Leggendo più libri nello stesso momento mi aiuta molto il fatto che siano differenti fra loro. Per dire, non leggerei mai un romanzo di Jonathan Franzen in contemporanea con uno di Michael Chabon o di Donna Tartt, invece mi può capitare di leggere un romanzo di un autore italiano, una raccolta di short-stories americana, la biografia di un cantante, un saggio sulla scrittura creativa o un graphic-novel: sono sapori del tutto distinti che mi piace alternare a seconda del momento. 

12 - Quanto è importante per te leggere i libri che sembra che tutti stiano leggendo (il primo in classifica, il vincitore dell’ultimo premio, ecc.)? Leggi libri recenti o più spesso libri vecchi?
Leggo moltissime novità, ma per interesse personale, non per risultati nelle vendite. Ho molta curiosità verso gli esordienti, ne leggo numerosi e a volte fra loro ci sono anche futuri autori di best-seller, ma appunto io li intercetto prima del fenomeno (Paolo Giordano mi ha detto che sono stato il primo in assoluto a recensire sul mio blog “La solitudine dei numeri primi”, settimane prima che esplodesse). Poche volte mi sono sentito spinto alla lettura sulla base dell’eco mediatica di un libro. Mi è successo col “Codice Da Vinci” per esempio e l’ho trovato agghiacciante. 
Mi capita lo stesso anche col cinema: ci sono film famosissimi che non solo non ho mai visto, ma non mi frega niente vedere neanche nelle continue repliche tv. (Adoro gli occhi sgranati della gente quando mi chiede: “Non hai mai visto Flashdance?!?”)

13 - Cosa stai leggendo in questo momento? Qual è il tuo libro preferito fra quelli che hai letto ultimamente?
Sto leggendo un saggio di Douglas Coupland sulle industrie Alcatel-Lucent, il romanzo di Fabio Deotto “Condominio R39” e l’ultimo numero della rivista letteraria “McSweeney’s”. 

Il mio libro preferito degli ultimi cinque anni è “Il tempo è un bastardo” di Jennifer Egan, che probabilmente è anche uno dei preferiti della vita. 


martedì 11 novembre 2014

BRINDIAMO ALLE TRACCE

Dopo un periodo di pausa e di ridefinizione, torna in libreria la collana “Tracce” che curo per l’editore Indiana, con una nuova veste editoriale e una nuova impostazione. I volumi saranno romanzi brevi e inediti di autori italiani, sempre dedicati al tema della musica. I primi due titoli della rinata collana ne sono un perfetto biglietto da visita e sono firmati da Fabio Viola e Tito Faraci. 



“Diva futura” è la storia di un’aspirante popstar giapponese che, dopo infruttuosi tentativi di fare successo nel proprio paese, si trasferisce in Italia col fidanzato per perseguire la carriera di cantante. Tra video virali su YouTube (con commenti tremendi e osceni) e tentativi di partecipare ai talent televisivi, passando per imbarazzanti esibizioni in localini erotici di provincia, il romanzo è allo stesso tempo un’acuta analisi del mondo musicale contemporaneo e una feroce satira. Fabio Viola, che vive tra l’Italia e Osaka, ben conosce le due realtà che fotografa in questo libro e da grande appassionato di j-pop crea un personaggio che è un inconsapevole mix di innocenza e perversione, come solo certe star musicali giapponesi sanno essere. 



“Nato sette volte” è un divertente (e forse unico?) caso di auto-fiction musicale. Tito Faraci, prima di diventare il più famoso sceneggiatore di fumetti italiano, è stato, per un breve periodo, nei pieni anni ’80, tastierista di un gruppo dark chiamato Litania. In questo romanzo si immagina di richiamare oggi i vecchi componenti e riformare la band. Ma se certe reunion sono motivate per i gruppi di culto dell’epoca, che senso potrebbe avere per una band che aveva inciso appena un demo su cassetta e fatto giusto qualche concerto in locali semivuoti? Tito Faraci gioca fra realtà e finzione, cercando di mettere in scena il sogno di molti: quello di tornare a vivere gli entusiasmi della tarda adolescenza (gli amori, le speranze, le sfrenate ambizioni), anche solo per una notte.

La nuova veste grafica dei volumi richiama quella dei lettori mp3 e le illustrazioni di copertina si rifanno a quelle delle copertine degli album.  
I romanzi saranno nelle librerie a partire dal 19 novembre al prezzo super-pop di 9.50 euro. 
In occasione di Bookcity, e per festeggiare l’evento, sabato 15 alle 18.30 presso lo spazio Open in viale Montenero 6 a Milano, ci sarà un aperitivo alla presenza degli autori. Si beve, si chiacchiera, si ascolta musica. 

Venite a brindare?


lunedì 10 novembre 2014

TU CHER DAGLI STATES...

La favola natalizia “Tu Cher dalle stelle” è stata tradotta in inglese (da Wendell Ricketts) ed esce questa settimana negli Stati Uniti col titolo “Cher upon a midnight clear...”, pubblicata dalla casa editrice super-indipendente Fourcats Press. Da anni alcuni lettori mi chiedevano se fosse disponibile una traduzione e finalmente c’è! Il volume è ordinabile presso le principali librerie on line americane, tipo Amazon o Barnes and Nobles, ma anche presso l’Amazon italiana. Se avete amici stranieri a cui fare un regalo natalizio, c’è Cher che li aspetta.