martedì 13 settembre 2011

UN PLAGIO AL VOLO

Quando Truman Capote pubblicò sulla rivista Esquire i primi capitoli dell'ultimo romanzo a cui stava lavorando ("Preghiere esaudite") causò una specie di terremoto nel jet-set newyorchese che era solito frequentare. Lo scandalo era dovuto al fatto che numerose personalità si erano riconosciute nelle vicende, spesso imbarazzanti, presenti nel libro. In molti gli tolsero il saluto e smisero di frequentarlo. Lui si meravigliò della loro reazione. Dava per scontato che, dal momento che gli avevano confidato certi segreti, dovevano essere consapevoli che lui avrebbe potuti renderli pubblici: "Ma cosa credevano? Sono uno scrittore!" sottolineava.

Morale della favola: non stupirsi mai se un racconto privato fatto a uno scrittore finisce in un suo libro.

Anche a me è toccato subire, in parte, questa sorte.

Anni fa i miei genitori si sono iscritti a un corso d'inglese. Quando mi hanno chiesto una mano nei compiti a casa, ho scoperto che gli errori che facevano erano esilaranti. Roba da lacrime agli occhi. Ho raccontato l'episodio svariate volte e spesso mi capita, quando sono in compagnia di persone appena conosciute, che qualche mio amico dica: "Raccontagli gli errori dei tuoi genitori coi compiti d'inglese". E' diventato una sorta di classico.

Inevitabilmente ho pensato di scriverne in un racconto. L'ho iniziato e poi abbandonato, nell'ipotesi di riprenderlo in futuro in un testo più ampio.

Il caso vuole però che nel frattempo mia sorella sia diventata amica di Fabio Volo e che un giorno gli abbia raccontato questa storia. Anche lui si è divertito molto e le ha subito chiesto di poterla inserire nel libro che stava scrivendo. Dimenticandosi di avere un fratello scrittore, lei gli ha detto che non c'era alcun problema.

L'aneddoto degli errori d'inglese dei miei genitori sta nel capitolo 27 del romanzo di Fabio Volo "Il tempo che vorrei".

Anche ponendo il fatto che io l'avrei scritto in modo completamente differente, è chiaro che non c'è gara. Se anche oggi pubblicassi il mio racconto arriverei secondo e dopo un romanzo che ha venduto centinaia di migliaia di copie. E' una guerra persa.

E il bello è che non posso certo prendermela con Volo, perché ha tutte le ragioni: ha fatto quello che doveva e che io stesso avrei fatto al posto suo. Confermando, indirettamente, che il vecchio Truman ha sempre ragione.

16 commenti:

Enrico* ha detto...

Non ci credo!! Io però me la prenderei con la sorella... Eccheccazzo!! :-)

Joyello ha detto...

Epperò, dico, almeno faglielo sapere a Volo.
:-)

Macsi ha detto...

Siccome non leggo Fabio Volo se lo scrivi anche in una breve raccolta di racconti per altri e per me sarebbe completamente nuovo.

Stefano vr ha detto...

Consiglierei alla sorellina meno leggerezza nei dialoghi con amici scrittori (e non solo)...concordo con quello che hai scritto, non dimentichiamo però che Capote oltre che un grande scrittore era anche un grande cinico con un pessimo carattere (se fossi stato una sua vittima in tal senso mi sarei forse incazzato, l'amicizia prima di tutto...no?...quante volte Lee Harper ha dovuto subire il suo egoismo?)

Stefano vr ha detto...

ops...Harper Lee....oggi sono rovescio

vinz ha detto...

matteo, ci fai un compendio di questi meravigliosi aneddoti?
non vorrei esser costretto a comprare Volo per leggere te, tu capisci. :-)

Laura ha detto...

Fabio Volo è amico di tua sorella ma non è uno scrittore. Riprenditi gli aneddoti.

ciusky ha detto...

io odio fabio volo :-(

Anonimo ha detto...

GRANDE LAURA!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Fabio Volo è uno scrittore quanto io sono una cubista da night-club. Quando un amico mi dice che sta leggendo un suo libro lo prendo a parolacce. E pensare che viene sempre pubblicato anche dal "corriere della sera" nei Corti. Mistero.

UNO SPUTO DI CIELO ha detto...

Fabio Volo scrittore? ahahhahahahahahahahahahhahahahahahahahahahahahhahah

vinz ha detto...

ma tutti voi che denigrate fabio volo lo avete LETTO quindi?!
avete un sacco di tempo da perdere...

Mr Moscone ha detto...

Confesso, mea culpa, mi sono fatto male da solo. zzzzzzzzzzzzz...

abejandrea ha detto...

io ho perso del preziosissimo tempo a leggere Fabio volo, e pensare che di Violo su quel libro c'era solo il sui nome lo sanno tutti che non sa scrivere!!!!! ahahaahah e quindi il mea culpa è la premessa per dire: meglio se scrivi tu un racconto del genere... oppure Volo ti ruberà anche i Genitori!!

Riccardo Fasti ha detto...

...quindi, in pratica, cazziatone a tua sorella :D

Matteo ha detto...

Beh, non si può dire che tu sia stato fortunato. Con tutti gli scrittori sulla piazza proprio Fabio Volo?!