martedì 24 settembre 2013

UN DISCO PER L’ESTATE (CHE È FINITA, FRA L’ALTRO)


Personalmente, l’appuntamento che attendo con maggiore trepidazione della nuova edizione di Roland è quello conclusivo, il reading/concerto di Aldo Nove insieme a i Camillas. Se Aldo Nove però è un autore celebre e non ha bisogno di presentazioni, molti ignorano chi siano questi Camillas. Male, perché sono un gruppo originalissimo e hanno fatto un nuovo album che spacca. Quindi ho deciso di scrivere una recensione del loro ultimo cd come forma di presentazione per coloro che non li hanno mai sentiti nominare.
Eccola:



Difficile spiegare I Camillas a chi non li conosce. 
Cerchiamo di farlo con ordine:
Intanto sono un duo. Quindi polistrumentisti, abituati a cavarsela da soli.
Poi sono di Pesaro. Quindi indie di provincia.
Infine sono pazzi, nel senso che producono dischi di un livello di creatività talmente incontenibile che per l’ascoltatore medio risultano solitamente uno shock. Quando fate ascoltare un disco de I Camillas a un amico la reazione standard è: “Ma cos’è ‘sta roba?”. In questo caso meglio cambiare amicizie, ma andare fieri dei propri gusti musicali. 

L’ultimo album, uscito alla fine del 2012, si intitola “Costa Brava” e più che un disco verrebbe da definirlo una discografia, perché all’interno c’è di tutto: 16 brani più una ghost-track, che sono una carrellata di generi miscelati con totale disinvoltura. 
Questo è il terzo capitolo della produzione targata Camillas: hanno esordito con l’ep “Everybody in the palco!”, seguito dall’album “Le politiche del prato”. “Costa brava” però a mio avviso rappresenta un salto evolutivo: mi sembra che qui i pesaresi raggiungano il loro vertice, perché ogni brano contenuto è bello, ma in modo sempre diverso. 
Il cd si apre con “Giovane donna”, che si potrebbe agilmente definire il perfetto incrocio fra i New Order e Cochi & Renato (ma che razza di incrocio è?!?): un muro di chitarre e un ritornello (“Vai, giovane donna vai, più forte di me”) ripetuto in continue varianti, quasi cabarettistiche. Non so se abbia senso, so solo che è bellissimo. 
Va detto che coi Camillas il dubbio è sempre un po’ quello: se stiano scherzando o facciano sul serio, e non è mai dato capirlo. Bastano alcuni titoli a suggerire la loro follia: un pezzo si intitola “Brano violento” - e, ovviamente, è lentissimo; un altro si chiama “Il ritorno avambraccio” (cioè? Boh).
Musicalmente si concedono qualunque cosa: si passa dall’electro-pop di “Capita”, alle ballate acustiche “Rovi” o “Bel pomeriggio”, al dub della già citata “Il ritorno avambraccio”, al puro pop di “Gli arpeggi”, sino a punk alla CCCP-Fedeli alla linea nello scatenato “Cane”. Come se tanta eterogeneità non bastasse si divertono a includere anche un finto canto popolare siciliano (“Sissignuri”) e una struggente canzone neomelodica napoletana (“Incajate”). Il pezzo conclusivo, “La canzone del mare”, inizia come una dolente ballata cantautorale e finisce con intensi echi elettronici alla “Atmosphere” dei Joy Division. Un distillato di influenze, sfacciato e consapevole.  
La vera forza dei due pesaresi però sta nell’uso della lingua, sempre creativo e spiazzante. In “Cane” cantano: “Sei un cane, ti piace sbavare, a volte abbaiare, nei prati correre” ma lo pronunciano corrère, con l’accento spostato, per mantenere l’assonanza. In “Gli arpeggi” si inventano un liberissimo uso del riflessivo: “Gli arpeggi che mi sei”. 
Adoro I Camillas perché ogni loro disco comporta tre strati: il primo ascolto implica continue sorprese (cosa succederà adesso?). La seconda fase è quella nella quale familiarizzi con i cambi di registro: ascolti il testo per bene e sei già preparato agli arditi sbalzi musicali. Infine, c’è il livello finale, quando hai superato l’analisi e hai solo il piacere ripetuto dell’ascolto per un disco così ricco di melodie e idee. 
È l’esatto contrario dei successi radiofonici assimilabili al primo ascolto: qui c’è troppo perché tu possa capirlo la prima volta. E’ un album a rilascio graduale, come una flebo. Non una botta, ma tante goccine che poi ti fanno stare meglio.  
“Costa Brava” è il capolavoro de I Camillas ed è il disco italiano dell’anno. Ma lo capiremo solo in quattordici. 



venerdì 20 settembre 2013

ROLAND: IL RITORNO


Eccoci finalmente: il 27,28 e 29 settembre torna a Milano “Roland. Macchine e animali”, la manifestazione letteraria di tre giorni ospitata nella splendida cornice post-industriale di Assab One, con dibattiti, reading, interviste e spettacoli.

Fra gli appuntamenti di quest’anno ci saranno: le poesie sorprendenti di Francesca Genti, Guido Catalano e Giovanni Previdi accompagnati dalla cantante Manupuma, uno spettacolo a due voci con Tiziano Scarpa e Tricarico, uno scontro di pugilato interattivo con Valerio Millefoglie e Marco Rossari, un’esplorazione nei segreti creativi di Antonio Moresco ed Ermanno Cavazzoni, una divertente analisi dei ringraziamenti posti al termine dei romanzi con Carolina Cutolo, Sergio Garufi e Matteo Bordone, un improbabile show di Aldo Nove insieme al folle duo dei Camillas. 

E ancora: Fulvio Ervas (autore del best-seller “Se ti abbraccio non aver paura”) parlerà di letteratura sul dolore insieme a Giuseppe Genna, Andrea Tarabbia e Guido Mazzoni, mentre Michela Murgia discuterà con Alessandro Bertante, Alberto Garlini e Massimiliano Panarari sul perché i festival letterari hanno tanto successo. E se vi siete mai chiesti chi prende le decisioni più importanti in ambito editoriale, ora potete scoprirlo. Abbiamo invitato tre vertici dell’editoria per svelare il mistero: Stefano Mauri, Paolo Repetti e Massimo Turchetta. Dulcis in fundo, la conduttrice di radio DeeJay Marisa Passera e l’attrice Carolina Crescentini presenteranno il premio per il miglior racconto del concorso “Spirito Noir”.

Non è ancora finita. Per gli autori esordienti abbiamo ideato un laboratorio di editing dal vivo: Giulio Mozzi analizzerà un testo già pubblicato della scrittrice Giusi Marchetta e ne evidenzierà nuove, possibili versioni. Chi invece è affascinato dalla traduzione, potrà partecipare alla lezione di Matteo Colombo, uno dei nostri migliori traduttori (che ha firmato, tra le altre, le edizioni italiane di Chuck Palahniuk, David Sedaris e del premio Pulitzer Jennifer Egan). 

Anche i bambini avranno uno spazio a loro dedicato, con un laboratorio di narrazione e illustrazione, con Barbara Frandino e Elena Temporin, al termine del quale ognuno di loro avrà prodotto il proprio libricino da portare a casa. 

C’è altro? Ah sì, un aperitivo gratuito sabato sera alle 19 e la possibilità di venire ad Assab o tornare a casa in taxi gratis col servizio Uber. Cosa volete più di così?

Info e programmi su www.rolandscritture.it

PS: Se le istruzioni per iscriversi ai laboratori o utilizzare Uber non sono ancora sul sito abbiate pazienza: fra poco ci saranno, tornate a cliccare fiduciosi. 


martedì 17 settembre 2013

RIVISTE INTERVISTE: INUTILE


Continua la serie di interviste ai redattori delle riviste di narrativa italiana. Oggi è la volta di “Rivista Inutile”. 

CHE COS’È “INUTILE”? COME È NATA E PERCHÉ?

inutile è la rivista che noi per primi vorremmo leggere.
Siamo nati nel 2005, online dal 2007: da allora aggiorniamo un sito, tutte le settimane, più volte a settimana, e una rivista cartacea, tutti i trimestri (anche se per i primi 46 numeri l'abbiamo fatto tutti i mesi) (e siamo sopravvissuti per raccontarlo!). Dal 2008 abbiamo anche un'associazione che ci protegge e coccola.

PERCHÉ AVETE SCELTO DI CHIAMARLA PROPRIO “INUTILE”?

Be’, perché era un bel nome.

CHI FA “INUTILE”?

La fanno Ale e Matteo, dal 2005, e sono gli unici che si ricordano il numero zero, che era virato al sepia e osceno. Negli anni ci sono state tante persone in redazione: adesso ci sono Nicolò, Tamara, Marco, e Leo, che è il migliore grafico del mondo.

COME LA DISTRIBUITE E DOVE SI TROVA?

Si trova online a www.rivistainutile.it, lì ci sono i contenuti che mettiamo a disposizione di tutti. Il trimestrale invece è spedito su abbonamento (cartaceo o digitale), ed è quindi riservato soltanto ai soci, che ci vogliono bene nonostante ogni tanto arriviamo in ritardo.

SAPETE QUANTI LETTORI AVETE?

Un centinaio di abbonati e più di 5mila contatti al mese sul sito, sempre stabilmente in crescita anche se di quello 0,0001% alla volta.

TALVOLTA I VOSTRI NUMERI SONO TEMATICI, ALTRE LIBERI. COME STABILITE I CONTENUTI?

Bevendo molta birra: uno di noi ha un’idea qualsiasi, la presenta agli altri e se è valida la si porta avanti.

COME SELEZIONATE IL MATERIALE DA PUBBLICARE?

In base ai nostri gusti. Fondamentalmente c’è un solo criterio: ci deve piacere.

DATE DELLE INDICAZIONI AGLI SCRITTORI ESORDIENTI CHE STANNO LEGGENDO QUESTA INTERVISTA E VOGLIONO SOTTOPORVI DEL MATERIALE. COSA STATE CERCANDO? E COSA ASSOLUTAMENTE NON VI
INTERESSA?

Non siamo dei grandi conoscitori di narrativa di genere, per fare un esempio: non sapremmo valutare la qualità di una scrittura simile. Idem la poesia. Per il resto, cerchiamo dei pezzi onesti, in cui l’autore non si nasconda. Non significa per forza raccontarci di quando veniva torturato da bambino e costretto a guardare Heidi: ma deve mettersi in gioco, e bene.

LA DOMANDA PRINCIPE: PERCHÉ FATE UNA RIVISTA DI LETTERATURA? NON ERA MEGLIO ANDARE IN DISCOTECA E DROGARSI COME TUTTI?

Pensavamo ci fosse più figa.



sabato 14 settembre 2013

IL MERCATO DEL PESCE


Venghino, siori, venghino!
Ecco cosa bolle in padella.

- Ricordate i Nome? Band fantasma coi testi firmati dal sottoscritto e produttrice dei singoli “Le cose succedono” (più di 100.000 visualizzazioni su YouTube!) e “Io non riesco più a stare zitto”? Bene, stanno (stiamo) per tornare. Nuovo singolo, nuovo video, nuovo cantante. Diciamo a metà ottobre. 

- Per coloro che si sono lamentati del fatto che i romanzi di Eleonora C. Caruso e Marco Lazzarotto non fossero ancora disponibili in e-book, Indiana è lieta di annunciare che gran parte del catalogo è ora in versione digitale sullo store di BookRepublic. E presto per i fan di Eleonora ci sarà una novità in arrivo.

- “Roland macchine e animali”, la manifestazione letteraria che l’anno scorso a Milano ha incontrato un grande e inaspettato successo di pubblico, sta per tornare. Segnatevi le date: 27/28/29 settembre. A giorni il programma con tutte le novità, e sono parecchie.

Bella lì.


lunedì 2 settembre 2013

INTERVISTE CHE NON MI HANNO MAI FATTO (6) - Q


Continua la simpatica e delirante tradizione delle interviste col format rubato da riviste nazionali e internazionali che nessuno si è mai sognato di farmi. La puntata odierna prende in prestito le domande della rubrica “Last word” dal mensile musicale inglese “Q”. 

Quando è stata l’ultima volta che hai guardato nello specchio e hai provato delusione?
Non sono mai troppo felice del mio aspetto, ma non è così grave da preoccuparmene, quindi non lo so. 

Quando è stata l’ultima volta che hai mangiato senza preoccuparti delle conseguenze?
Durante queste vacanze. Se vai negli Stati Uniti e ti preoccupi delle calorie di quello che stai mangiando, praticamente devi smettere di nutrirti. E’ tutto così ipercalorico.

Quando è stata l’ultima volta che hai dovuto spiegare ai tuoi figli cosa fai per vivere?
Anche se non ho figli, mi capita spesso di dover spiegare come mi procuro da vivere e ho scoperto che la figura dell’autore televisivo è difficile da far comprendere. L’ultima volta che ricordo con precisione è stata durante una cena la scorsa primavera. C’era una sconosciuta che continuava a farmi domande sul mio lavoro e a volte non sapevo neanche bene cosa risponderle. 

Quando è stata l’ultima volta che hai cantato in un karaoke?
Stai scherzando? Piuttosto mi dò fuoco.

Quando è stata l’ultima volta che hai stirato una tua camicia?
Non l’ho mai fatto. Non posso mica togliere questo piacere a mia mamma, che insiste sempre tanto perché gliele porti.

Quando è stata l’ultima volta che hai pensato che il tuo aereo stava per precipitare?
Non ho paura in aereo, non ne ho mai avuta. Anzi, considero i viaggi aerei i più noiosi in assoluto, perché sono lunghi, ti costringono in spazi angusti, ti fanno venire il mal di testa se leggi tanto. Questo comunque significa che sono stato fortunato, non ho mai vissuto turbolenze o vuoti d’aria così violenti da suscitare panico. So che a molti è successo. 

Quando è stata l’ultima volta che hai pensato di rompere l’astinenza dal bere?
Quale astinenza? 

Quando è stata l’ultima volta che hai litigato per motivi religiosi?
Non riesco ad appassionarmi a un argomento come la religione al punto da litigare con qualcuno. So di averne discusso molte volte, ma litigi veri e propri... Beh, non credo di averne mai avuti in proposito. 

Quando è stata l’ultima volta che ti sei svegliato ricordandoti cosa avevi sognato?
Durante queste vacanze ho avuto un’attività onirica sfrenata. Mi svegliavo con un sacco di ricordi vivissimi, che raccontavo subito. Adesso però, a distanza di appena una settimana, non ricordo più nulla. Ce ne sono stati anche di molto divertenti, eh? Uno implicava anche la presenza di Marcella Bella, ma purtroppo non so più in quale ruolo. 




domenica 1 settembre 2013

PATOLOGIE


Ma esiste una patologia secondo la quale un individuo è assolutamente incapace di resistere all’impulso di strappare l’etichetta del prezzo dagli oggetti una volta comprati? E intendo anche sugli oggetti a casa di altri? Perché se esiste io ne soffro in maniera evidente. 





giovedì 1 agosto 2013

COSA LEGGO IN VACANZA?


Ecco qualche libro che vi consiglio di portarvi in vacanza. Non sono necessariamente novità editoriali, ma tutte uscite recenti. 

Julia Otsuka - Venivamo tutte per mare
(traduzione di Silvia Pareschi) Bollati Boringhieri, 13 euro

Esistono rari casi in letteratura nei quali la forma travalica il contenuto: questo è uno di questi. Si tratta di un libro scritto alla prima persona plurale. Protagonista della storia non è una persona, ma una comunità intera. Un gruppo di donne giapponesi sposate per procura negli anni ’40 ed emigrate negli Stati Uniti per congiungersi ai propri, sconosciuti mariti. Il lettore non conoscerà mai nel dettaglio la vicenda di ciascuna di loro, ne sentirà solo la testimonianza collettiva. Qualcuna sarà felice, qualcuna disperata, qualcuna riuscirà a cavarsela nonostante tutto, qualcuna sopperirà. Faranno figli, apriranno negozi, esporteranno la loro cucina, la loro cultura, si integreranno nel paese che le ospita e daranno vita a nuove generazioni di americani. 
Stranamente titolo italiano, malgrado del tutto arbitrario rispetto all’originale “The Buddah in the attic” (Il Budda in solaio), rende ancora meglio il suo contenuto. 
Una lettura diversa da ogni altra. Un libro intenso, bellissimo, da sorbire a piccole dosi. 

Giuseppe Rizzo - Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia
Feltrinelli, 14 euro

Già il titolo è notevole. L’attacco del libro è ancora meglio: “La Sicilia non esiste. Io lo so perché ci sono nato”. 
Giuseppe Rizzo, autore al suo secondo romanzo, ci regala una storia che sembra volere andare contro ogni pregiudizio riguardante la Sicilia e coloro che li tramandano (Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri compresi). Storia di un gruppetto di esuli sparsi per il mondo (chi a Roma, chi a Bologna, chi a Berlino) che torna al paese natio e che non riesce più a sopportare le angherie e le ingiustizie che regolano la vita locale, al punto da improvvisarsi sabotatori e combinare disastri pubblici. Commedia sgangherata, divertente e politica al tempo stesso, per raccontare un’isola che forse è diversa da come ci viene sempre presentata. 

Lidia Yuknavich - Dora
(traduzione di Costanza Prinetti)  Indiana editore, 17,50 euro

Chiunque si sia interessato di psicologia sa che l’intero impianto originale della psicanalisi fondato da Freud si basa su una serie di sette casi clinici. Uno dei più celebri è il caso di isteria di una paziente chiamata Dora, l’unico fra i sette a essere rimasto irrisolto.
La scrittrice Lidia Yuknavich ha scelto di compiere un’azzardata operazione letteraria, riscrivendo il caso di Dora e ambientandolo nella Seattle dei giorni nostri. Ecco che Dora diventa un’artista minorenne dalla sessualità vivace, membro di una famiglia disfunzionale e in cura, suo malgrado, presso lo psicanalista Sig. (abbreviativo affettuoso per Sigmund). L’impianto freudiano viene immerso dunque in un bagno di contemporaneità, mentre Dora deve destreggiarsi fra inseguimenti di presunti maniaci, richieste di partecipazione a reality show, ricatti eseguiti grazie a riprese rubate col cellulare, mostre di arte contemporanea organizzate all’aperto come flash-mob, rapimenti in ospedali psichiatrici e una transessuale ruandese dalla lingua tagliente come unico modello positivo di riferimento. 
Chuck Palahniuk si è innamorato di questo romanzo tanto da volerne firmare la prefazione (e poteva essere altrimenti?).
Leggerlo è come un giro sulle montagne russe, a volte spaventoso, a volte esilarante.

Andrew Sean Greer - Storia di un matrimonio
(traduzione di G. Oneto) Adelphi, 10 euro

Se vi piace la scrittura di Peter Cameron, allora vi piace anche questo libro. Uscito nel 2011 e ristampato da poco in edizione economica, è la storia di una relazione tesa e complessa fra un uomo e una donna nella San Francisco negli anni ’50. Pregiudizi sociali, segreti inconfessati e i traumi dovuti alla guerra appena terminata gravano sulla coppia e sulla loro ricerca di felicità. Una prosa delicata e scorrevole come quella di Cameron, ma con una trama dai risvolti inaspettati. Raramente sono rimasto a bocca aperta nella lettura di un libro come mi è accaduto per il colpo di scena (psicologico) al termine della prima parte di questo romanzo. 

Ben Fountain - E’ il tuo giorno, Billy Lynn!
(traduzione di Martina Testa) - minimum fax, 17 euro

Cosa prova un giovane eroe di guerra? Come ci si sente a essere catapultati dalle battaglie nell’Afghanistan polveroso a un tour celebrativo degli Stati Uniti alla stregua di una rockstar? Ben Fountain ha scritto un libro notevole sullo scontro in Iraq identificando come protagonista un soldato scelto texano ventenne. Billy Lynn e i suoi compagni, la squadra Bravo, dopo essere usciti coraggiosamente vincitori da un agguato nemico vengono riportati negli USA per un viaggio premio che comprende interviste televisive, un incontro alla casa bianca e una partita di baseball allo stadio dei Dallas Cowboys, dove saranno protagonisti dello show d’intervallo insieme a Beyoncé e le Destiny’s child.
E’ un viaggio da una realtà sovraesposta a un’altra: se la guerra, con la sua violenza insensata e i sacrifici sovrumani che comporta, è una follia, anche l’essere venerati come eroi, le foto e gli abbracci col pubblico, i discorsi dal palco, gli incontri privati coi Dallas Cowboys, i contratti con Hollywood per un possibile film, sono vissuti da Lynn con la stessa, perplessa, incredulità. E nella frenesia del momento, i suoi piccoli e prosaici desideri (concedersi una birra, sperare in un bacio da una delle cheerleader) sembrano piuttosto la testimonianza della sua reale - e miracolosamente ancora incontaminata - umanità. 
Sia David Eggers che Nick Hornby l’anno definito il romanzo più bello dell’anno. 
(Qui trovate le prime 15 pagine in pdf se volete farvene un’idea)

Etgar Keret - All’improvviso bussano alla porta
(traduzione di Alessandra Shomroni) Feltrinelli, 15 euro

L’israeliano Etgar Keret è universalmente riconosciuto come uno dei più geniali autori di racconti brevi. In effetti è impossibile leggere una qualsiasi delle raccolte che ha pubblicato e non rimanere stupiti per la sua straordinaria inventiva e la grande varietà di tematiche. Per chi ancora non lo conoscesse il suo ultimo libro, pubblicato quest’anno da Feltrinelli, rappresenta un ottimo primo approccio. Il lettore neofita ha già un perfetto assaggio delle sue strabilianti doti narrative a cominciare dal racconto che dà il titolo alla raccolta, “All’improvviso bussano alla porta”, che narra di uno scrittore costretto a inventare storie sotto la minaccia delle armi di un gruppo di malviventi che gli ha invaso casa. Un gioco di scatole cinesi magistrale. 

BASTARDE SENZA GLORIA 
(a cura di Francesca Genti) Edizioni Sartoria Utopia, 20 euro

Concludo con un libro super-indipendente, realizzato in maniera artigianale, con le cuciture fatte a mano. Le edizioni Sartoria Utopia sono fondate dalle poetesse Manuela Dago e Francesca Genti, che da un paio d’anni producono libri-oggetto di preziosa fattura.
Questo “Bastarde senza gloria” è forse il loro progetto più ambizioso: una raccolta di poesie di giovani autrici ironiche, arrabbiate, scatenate (come il riferimento tarantiniano del titolo ben suggerisce). Le poesie hanno titoli eloquenti come “Odiare trenitalia”, “La povera stronza”, “Invettiva contro la depilazione”, “Il giorno che mi ero stufata”. Niente a che vedere insomma con l’idea stereotipata e polverosa che in genere si ha sulla poesia. Questi sono testi rock sulfurei e sorprendenti. 
Eccone un breve estratto:
E’ quasi ora di tornare a casa.
Guido placida, ascolto Brian Eno, 
mi sorprende la bellezza quasi magica
della luna che si specchia nel Ticino
Le autrici sono: Gemma Gaetani, Alessandra Racca, Alessandra Carnaroli, Anna Lamberti-Bocconi, Valentina Diana, Silvia Salvagnini, Manuela Dago, Francesca Genti e Chiara Daino.
Il volume si può acquistare tramite il sito o presso uno dei tanti reading che le “Bastarde senza gloria” stanno portando in giro per la penisola.